Paestum, il sindaco dice no alla centrale a biomasse

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Dovranno camminare sul mio corpo“. Così, il sindaco di Capaccio Paestum (Salerno), a proposito della realizzazione di una centrale a biomasse che dovrebbe sorgere in località “Sorvella-Scigliati”, nel comune di Capaccio. Sull’impianto, il cui progetto è stato presentato ormai due anni fa dalla società Biocogein Campania, è infatti in atto un duro braccio di ferro tra amministrazione locale e comitati civici da un lato, e i responsabili della società: al centro dello scontro, il rischio di inquinamento ambientale. Una vicenda finita sui banchi del Consiglio dei Ministri, che ha chiesto i pareri dei ministeri di Salute, Ambiente e Sviluppo Economico. Uno scontro che si è riacceso, dopo che i dicasteri di Ambiente e Sviluppo Economico hanno dato il via libera alla realizzazione del progetto, mentre quello della Salute ha preso tempo, sei mesi rivolgendosi all’Istituto Superiore di Sanità, prima di decidere. “Dal primo momento siamo stati nettamente contrari alla realizzazione dell’impianto – spiega Italo Voza, primo cittadino della città dei templi – Dovrebbe sorgere in un’area a forte vocazione agricola con criteri biologici. La realizzazione dell’impianto, al quale abbiamo detto no anche in consiglio comunale, potrebbe decretare la fine di queste aziende e il licenziamento di centinaia di occupati. Qui c’è di mezzo la salute dei cittadini e il rischio che tantissimi posti di lavoro saltino. Io rappresento la voce dei miei cittadini: non siamo disposti a scendere a patti“. Intanto, però, il parere favorevole dei ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico, rendono sempre più concreta l’ipotesi della realizzazione del progetto. “Dovranno passare sul mio corpo – conclude il sindaco Voza – ma intanto aspettiamo di sapere cosa deciderà il ministero della Salute, e poi decideremo sul da farsi“.