A Paestum si è svolta una giornata di forte partecipazione dedicata al progetto culturale Manupressum – La forma del tempo e all’inaugurazione della mostra “Paestum. Il paesaggio continua. Quando la bufala riconobbe Paestum”, promossa dal Museo della Bufala e della Mozzarella.
Centinaia di visitatori, tra cui tour operator, agenzie di viaggio, turisti italiani e stranieri, studiosi e operatori del settore, hanno preso parte all’iniziativa, trasformando l’evento in un percorso immersivo tra archeologia, antropologia, storia rurale e cultura gastronomica.
Fin dalle prime ore del mattino gli spazi del museo sono stati attraversati da un flusso continuo di pubblico interessato a un racconto che intreccia memoria, produzione e identità territoriale.
Un viaggio nella civiltà bufalina della Piana del Sele
La giornata ha proposto un percorso nella civiltà bufalina della Piana del Sele, con esposizioni dedicate agli strumenti storici per la lavorazione della mozzarella, alla cura degli animali, a documenti d’archivio e a reperti legati alla tradizione casearia.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle testimonianze artistiche che, nei secoli, hanno rappresentato la bufala come elemento centrale del paesaggio e della cultura locale, fino alla visita degli ambienti produttivi e alla degustazione del Manupressum.
Tra i materiali esposti anche documenti provenienti dagli Archivi di Stato di Napoli e Caserta, tra cui un atto notarile del Seicento che descrive il trasporto della mozzarella verso Napoli su dorso di mulo e la tecnica di affumicatura utilizzata per garantirne la conservazione.
De Filitto: “Dieci anni di ricerca per unire due storie”
Il progetto nasce da un lungo lavoro di ricerca.
“Questo progetto nasce da oltre dieci anni di ricerca. Ho cercato di mettere insieme due storie che da secoli convivono nello stesso territorio: quella della mozzarella di bufala e quella di Paestum. Il Manupressum recupera un’antica modalità di lavorazione descritta già nelle culture mediterranee e greche, reinterpretandola attraverso il latte di bufala. Non è soltanto una nuova forma della mozzarella, ma un modo per raccontare una storia che continua a vivere. Così come continua a vivere il rapporto tra la civiltà bufalina e i templi di Paestum, un legame che per secoli è stato raccontato dai viaggiatori del Grand Tour, che descrivevano questi luoghi come un paesaggio unico al mondo, abitato da animali straordinari e da comunità che hanno costruito la propria identità intorno alla bufala”, ha spiegato Renato De Filitto, ideatore del Manupressum.
De Filitto ha ricordato anche le descrizioni di Goethe sulla bufala, raccontata come un animale imponente e quasi mitologico, per poi essere riconosciuta nella sua docilità e nel suo ruolo economico centrale nella Piana del Sele.
Le istituzioni e il valore del territorio
Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo, tra cui il sindaco di Capaccio Paestum Gaetano Paolino, il sindaco di Agropoli Roberto Antonio Mutalipassi, il consigliere comunale Luca Sabatella e il consigliere regionale Andrea Volpe, insieme a rappresentanti del comparto agricolo e produttivo.
Volpe ha sottolineato come iniziative di questo tipo dimostrino il valore della ricerca e dell’impegno privato nella valorizzazione del territorio, evidenziando il ruolo delle comunità locali nel rafforzare l’identità culturale.
I sindaci presenti hanno richiamato l’importanza di integrare patrimonio archeologico, tradizioni rurali e turismo, mentre il titolare del caseificio ospitante, Cosimo Tambasco, ha evidenziato il valore promozionale della mozzarella di Paestum come prodotto identitario del territorio.
Paestum tra memoria e futuro
Con il progetto Manupressum e le attività del museo, Paestum conferma un percorso di valorizzazione che intreccia storia antica e cultura rurale contemporanea, riportando al centro la relazione tra paesaggio, produzione e identità locale.
Una narrazione che restituisce continuità a una tradizione secolare e che punta a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e sviluppo turistico del territorio.





































