Pagine di storia/ La metro di New York e pizza: ci siamo tanto amate

In molti modi, la NY Subway è un’attrazione come la Statua della Libertà o l’Empire State Building, e i segreti e le storie che l’hanno caratterizzata negli anni, sono affascinanti. 

Alle 14:35 del 27 ottobre 1904, l’allora sindaco di New York City George McClellan inaugura il più innovativo sistema di trasporto pubblico della città: la metropolitana.
Mentre Londra vantava la rete più antica (aperta nel 1863) e Boston era stata pioniera negli Stati Uniti (1897), la subway di New York divenne ben presto la più grande struttura sotterranea americana. Oggi, con 469 stazioni e 24 linee, che si traducono in 1.060 chilometri di rotaie, è la più grande del mondo. Se si tentasse di allungarare l’intera ragnatela di ferro in una linea retta, si potrebbe raggiungere Chicago. 
Ogni giorno, circa 4,5 milioni di passeggeri si affollano ai tornelli funzionanti 24 ore al giorno, sette giorni a settimana, tutto l’anno. Non importa quanto affollata o sporca, la metro di questa città è un’istituzione. Con i suoi racconti e vicende è entrata di diritto nella vita di chi la abita e di cui pochi potrebbero fare a meno.
D’altronde quale altra metro ha potuto disporre di vagoni-bar e servire champagne ai propri passeggeri? Quale altra può vantare di aver prestato il palco ad un romantico Crocodile Dundee? Senza escludere Hoyt Sation nel cuore di Brooklyn, dove Michael Jackson ha fatto di “Bad” il video simbolo della musica pop. Indiscrezioni raccontano inoltre, che l’ex presidente americano Franklin D. Roosevelt si servisse spesso di una stazione segreta, costruita sotto l’hotel Waldorf-Astoria, per evitare di essere visto sulla sedia a rotelle. È utile sapere poi che il valore della New York style pizza è proporzionale a quello di un suo biglietto singolo. 
Stand clear of the closing doors please!

BEAUX ART A CITY HALL STATION 
CITY HALL STATION
Sotto molti metri di asfalto del suolo di Manhattan esiste un segreto molto bello, rimasto nascosto alla vista del pubblico per quasi 70 anni. È la vecchia City Hall Station. La fermata (nella zona del municipio della città, a sud) inutilizzata dal 1940 perché diventata incompatibile con vagoni più moderni, si qualifca come la più bella di tutte le stazioni. Preservata meravigliosamente nel tempo infatti, è caratterizzata da soffitti a botte rivestiti di fini piastrelle di ceramica con ricche rifiniture in ottone. Oggi chi è a conoscenza di questo “segreto” può servirsi del treno nr. 6 (della linea di colore verde) per ammirare, soltanto dai finestrini purtroppo, la bellezza di un magnifico esempio di architettura della Golden Age di New York.

MISS SUBWAYS
MISS SUBWAYS
Dal 1941 al 1976, il New York City Transit Authority ha sponsorizzato “Miss Subways”. Un vero e proprio concorso di bellezza a cui ogni mese partecipavano modelli, animatori, gente comune e una grossa chance di promozione per chi, eletta le più bella, veniva premiata con l’esposizione della propria foto e curriculum in tutta la metropolitana. Il concorso, per esempio, ha dato voce a personaggi come l’attrice Mona Freeman (Rotten Tomatoes) e incoronato reginetta del mese Ellen Goodman, vincitrice di un Premio Pulitzer. Successivamente, Miss Subways ha ispirato il musical di Broadway “On the Town”.

“THE PIZZA PRINCIPLE”
Il cosiddetto “principio della pizza” è un concetto che lega due simboli della Grande Mela, il trancio di pizza e la subway appunto. Formulata nel 1980 da un avvocato di New York, Eric M. Bram, questa simpatica “legge economica” afferma che il prezzo di una singola fetta di pizza, con pomodoro e mozzarella, influenza con precisione matematica il costo di una corsa della metropolitana. In altre parole quando una aumenta l’altra tende a seguire. Ad oggi, al prezzo di 2 dollari e 75 centesimi, il concetto rimane saldo al suo posto, senza smentite.

CHAMPAGNE A BORDO 
champagne
Sorseggiare una bevanda alcolica in metropolitana oggi quasi sicuramente costerebbe una multa salata, se non addirittura la galera. Non è sempre stato così però. Nei primi degli Anni Sessanta, la subway di New York intraprese una importante campagna di promozione per cui fu realizzata una spassosa linea con a bordo vagoni-bar. L’equivalente di una vettura di prima classe, la carrozza bar era adornata con morbide moquette, ricche tende drappeggiate e illuminazione color pastello. La caratteristica singolare era rappresentata dal barista che con tanto di vassoio a braccio serviva champagne e tarallini ai passeggeri. Il tragitto riservato alla “subway alcolica” iniziava a Times Square (oggi la fermata più affollata in assoluto di tutto il sistema) e raggiungeva, in dieci fermate circa, South Ferry (l’ultima fermata a sud di Manhattan, quella che oggi è la linea 1,2,3 di colore rosso). Qualcuno, si prova ad immagnare, avrà mancato la fermata!

LA FERMATA DEL FUTURO
Esiste una linea che rimane in costruzione dal lontano 1919. È la cosiddetta Second Avenue Line che potrebbe finalmente vedersi attivare le rotaie alla fine di quest’anno. Progettata con tre percorsi diversi al suo interno, quella che si chiamerà Linea Q, potrebbe rappresentare una rivoluzione nel campo del mercato immobiliare e non solo. Permetterebbe infatti a chi vive oltre il confine del zona della Lower East Side (sud est del’isola) di collegarsi al resto della città e sentirsi meno isolato.

È bene appuntarsi che mettere i piedi a riposo sui sedili delle metropolitana di New York, non è solo un atto di maleducazione, significa arresto.