Palermo, un bluff la candidatura della ex Iena La Vardera?

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Palermo, 15 giu. (AdnKronos) – “Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di predisporre le azioni legali a tutela non solo dell’immagine del partito ma soprattutto dei cittadini. Direi che ci sono tutti i presupposti per parlare di una presa in giro degli elettori e di quanti hanno creduto in lui”. A dirlo all’AdnKronos è Raoul Russo, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia a Palermo, a proposito del ‘caso La Vardera’. La candidatura a sindaco del capoluogo siciliano della giovane ex Iena alle amministrative di domenica, infatti, nelle ultime ore è diventata un vero e proprio giallo. Il ‘ragazzo con il ciuffo rosso’, così come lo aveva definito il leader della Lega Matteo Salvini nel suo endorsement pubblico, avrebbe sfruttato i mesi di campagna elettorale per girare un servizio televisivo su retroscena del voto e sulla malapolitica siciliana. Incontri con leader di partiti, candidati e riunioni filmati anche all’insaputa dei diretti interessati grazie a microfoni e telecamere nascoste.

Ad accompagnarlo, poi, negli appuntamenti pubblici e privati della sua corsa a sindaco di Palermo c’era sempre un operatore di Milano. “Un mio caro amico” avrebbe detto La Vardera al suo staff per giustificarne la presenza. A svelare il bluff adesso è Francesco Benigno
, attore e candidato al Consiglio comunale di Palermo proprio nella lista a sostegno di La Vardera. Ieri nel quartiere generale di La Vardera in via Ausonia i due sono venuti alle mani. Il motivo? L’attore di ‘Mery per sempre’ avrebbe scoperto la verità sulla campagna elettorale del giovane dal ciuffo rosso. Sarebbe stato lo stesso La Vardera a confessare tutto, chiedendogli la liberatoria per mandare in onda le immagini che lo riguardavano. Lo stesso permesso che il giovane candidato avrebbe richiesto alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ottenendo un netto rifiuto.

“Sono molto più che deluso – dice adesso Russo -. Noi siamo parte lesa in questa vicenda. In questa campagna elettorale abbiamo puntato su un giovane, un ragazzo in gamba, protagonista di denunce antimafia. Certamente un provocatore, che pensavamo fosse la persona giusta per rompere vecchi schemi. Non potevamo aspettarci tutto questo”. Ma la presenza dell’operatore ‘angelo custode’ non ha creato nessun sospetto? “Tutta la campagna elettorale di La Vardera – spiega Russo – era basata sui video. Abbiamo pensato che volesse fare una sorta di diario di questa esperienza. Non certo un docufilm sulla malapolitica”.

Negli ultimi giorni di campagna elettorale il candidato outsider che si era presentato agli elettori definendosi ‘il Davide contro i Golia della politica’ e aveva girato la città a bordo di una motoape, avrebbe chiesto incontri con gli staff dei suoi principali rivali. Resta il dubbio che il motivo non fossero strategie in vista di possibili ballottaggi. Ma materiale da girare per il suo film. Il titolo d’altra parte c’era già. ‘Ismaele La Vardera. Il sindaco. Dal 12 giugno’ recitava lo slogan del suo manifesto elettorale. Il diretto interessato al momento non risponde. Cellulari staccati.