Pandev travolge il Napoli, vince il Genoa 2-1

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(foto da Youtube)

21^ GIORNATA DI SERIE A
Stadio: Luigi Ferraris
Marcatori (Assist): 11’ 28’ Pandev (Badelj, Zajc), 79’ Politano

GENOA (3-5-2): Perin; Goldaniga, Radovanovic, Criscito; Zappacosta, Strootman (67′ Behrami), Badelj, Zajc (87′ Rovella), Czyborra; Pandev (67′ Scamacca), Destro.

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Manolas (68′ Rrahmani), Mario Rui; Elmas, Demme, Zielinski (54′ Insigne); Politano, Petagna (54′ Osimehn), Lozano.

Il Napoli non riparte più, a fermarlo questa volta è il grifone guidato dal “mago” Ballardini. Il Genoa ha collezionato 17 punti dal suo arrivo, classificandosi solo dietro alla Juventus in questa statistica, registrando la miglior difesa della serie A (5 goal subiti in 8 partite).
Numeri incredibili per un allenatore che ha capovolto una situazione decisamente drammatica; il Napoli invece non riesce ad ingranare, vittima dei suoi stessi errori e della continua mancanza di lucidità davanti alla porta.
La partita ha inizio a ritmi abbastanza alti, con i partenopei che pressano in avanti e riconquistano spesso palla, arrivando più volte alla conclusione: 3 tiri in 5’ da parte di Zielinski, Lozano e Di Lorenzo chiamano subito in causa Perin, che risponde senza eccessive difficoltà. Ma il Napoli c’è. La squadra di Gattuso schiaccia il Genoa con una manovra avvolgente, proiettandosi esclusivamente nella metà campo avversaria nei primi 10’. Ma arriva, come sempre, l’imprevisto (si fa per dire): Maksimovic sbaglia un passaggio elementare per Demme, prendendolo in controtempo, Badelj scippa il pallone con rapidità e serve Pandev, che con freddezza batte Ospina. Ennesimo errore in fase di costruzione del Napoli, punto debole ben noto (a tutti tranne a Gattuso) della squadra.
I partenopei subiscono il colpo, ma Lozano e Politano cercano di dare una scossa alla squadra con diverse uscite interessanti. Al 24’ il Napoli colpisce (stranamente) la traversa: non va a segno il colpo di testa del buon Petagna su calcio piazzato.
Gli azzurri appaiono più convinti, ma al 26’ arriva il raddoppio con Pandev: il macedone buca Ospina in seguito ad un elegante gesto tecnico (la classe non tramonta mai), ancora male il Napoli in copertura. Gli azzurro subiscono il contraccolpo ed infatti al 32’ Ospina sbaglia un altro appoggio verso Zielinski, questa volta Badelj non controlla bene e non punisce il Napoli. Tra diversi tiri imprecisi di Mario Rui, oggi particolarmente ispirato a calciare (male), e Zielinski, si conclude un primo tempo nero per la squadra di Gattuso.
Nella ripresa gli azzurri non brillano da subito, infatti al 54’ entrano Insigne ed Osimhen per il modesto Zielinski e Petagna (uno dei pochi positivi nel corso del primo tempo) per tornare al consueto 4-2-3-1. Lozano, spostato nuovamente a destra e coadiuvato da Politano e Di Lorenzo, ricomincia a creare occasioni e pericoli. Al 63’ Osimhen manca clamorosamente la porta su assist di Di Lorenzo ed al 71’ Perin si oppone con un miracolo alla percussione di Demme. Entrambe le azioni nascono da Lozano, ed al 78’ serve un cross per Insigne che, con un taglio sul primo palo seguito da una volée, colpisce il secondo legno della giornata.
Il minuto successivo è il Genoa a commettere un errore fatale: Portanova spazza male e, di fatto, serve un assist a Politano che sigla con freddezza il 2-1. Il Napoli chiude il Genoa ed arriva un’altra grande occasione al 93’, ma Elmas sciupa clamorosamente un altro passaggio chiave di Lozano, calciando altissimo da posizione favorevole.
Il Napoli scende al 6° posto in classifica, con la Lazio che vola a 40 punti in quinta posizione (grazie ad una vittoria di misura contro il Cagliari). La situazione in classifica non è disastrosa, ma l’involuzione mentale della squadra (ed i risultati non incoraggianti dell’ultimo mese) preoccupano molto tifosi e società. I partenopei dimostrano ancora una volta di non saper rimontare in situazioni di svantaggio, e la partita lascia spazio a poche note positive: Petagna, Politano e Lozano hanno dato l’anima e non sono stati aiutati dai compagni, la cui testa non è all’altezza della qualità dei piedi.

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