Panificio Antonio Rescigno, da metà luglio arriva il pane tradizionale di Napoli

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 Il “Pane Tradizionale di Napoli” firmato dal Panificio Antonio Rescigno è in vendita ogni giovedì dal 16 luglio. È questo il principale annuncio emerso lo scorso 25 giugno al Ristorante Rescigno – Cucina Partenopea, in Via Foria 38. L’evento, promosso in sinergia da Slow Food CampaniaSlow Food Napoli e Slow Food Napoli Extra Moenia, ha registrato una grande partecipazione di pubblico, esperti e produttori del settore cerealicolo, accesi sostenitori del profondo legame tra agricoltura, biodiversità e artigianalità del territorio campano.

L’appuntamento ha visto gli interventi di Patrizia Sprigno (presidente di Slow Food Campania) e di Carmine Maturo (vice presidente di Slow Food Napoli e portavoce di Slow Food Napoli Extra Moenia). Insieme a loro, Domenico Rescigno, Annalisa Rescigno e Daniela Rescigno, del Panificio Antonio Rescigno, hanno raccontato l’emozionante percorso che ha portato alla nascita di questo prodotto: un viaggio che parte dal seme e arriva alla tavola, attraversando il campo, la molitura e la trasformazione artigianale.

Questo nuovo pane nasce dalla volontà di restituire dignità e visibilità a varietà di grano spesso dimenticate dai circuiti industriali, ma fondamentali per la tutela della biodiversità agricola e per la costruzione di filiere corte e sostenibili, capaci di valorizzare anche le aree interne della regione.

Durante l’incontro sono stati approfonditi anche gli straordinari risvolti nutrizionali legati all’uso dei grani antichi e della macinazione a pietra, tipica della panificazione artigianale: una maggiore digeribilità, ricchezza di nutrienti e proprietà antinfiammatorie.

I grani antichi presentano un rapporto tra glutine e amido più bilanciato, che li rende più leggeri e indicati anche per chi ha sviluppato una sensibilità al glutine. La molitura a pietra mantiene intatto il livello di fibre, producendo sfarinati integrali ricchi di sali minerali e vitamine. Infine, diversi studi suggeriscono come questi cereali possano contribuire a ridurre il rischio di alcune malattie croniche.

Per Slow Food, questa iniziativa rappresenta un tassello cruciale della propria missione globale. Sostenere il cibo buono, pulito e giusto significa proprio questo: valorizzare i piccoli produttori artigiani, accorciare le distanze tra terra e consumatore e raccontare, attraverso un alimento quotidiano come il pane, una storia collettiva fatta di lavoro e comunità.

La serata si è conclusa con un momento di confronto e una partecipata degustazione, durante la quale i presenti hanno potuto apprezzare l’inconfondibile fragranza, il profumo e il valore culturale di un pane che non guarda solo al passato, ma si candida a essere un pilastro per il futuro dell’intera filiera campana.