Bowinkel & Ingenito promuovono la mostra Milan Art Revolution: venti artisti raccontano la Bellezza

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In foto un'opera di Giuseppe Leone

di Azzurra Immediato

Milan Art Revolution è una mostra corale nata da una idea di Paolo Bowinkel ed Andrea Ingenito, galleristi, curatori ed amici che, a Palazzo Serbelloni – sede di Sotheby’s Italia e sede d’eccezione per eventi legati alle Fashion o Design Weeks meneghine – hanno deciso di raccontare, o meglio, di far raccontare dal privilegiato sguardo di venti artisti, la Bellezza, “nell’accezione più essenziale del suo significato”, come si legge nel comunicato stampa. Uno “show dell’arte contemporanea” per dirla con le parole dei curatori che hanno preferito non delineare la mostra come una semplice collettiva, bensì come un vero e proprio percorso che, dal recente passato, si tuffa nel presente, generando un missaggio di matrice concettuale ed in grado di abbracciare una moltitudine di linguaggi, visioni e prospettive. Paolo Bowinkel è l’erede di una storica famiglia di galleristi napoletani – nel 1879, fu fondata la Casa d’Arte Bowinkel condotta da Uberto Bowinkel e dal figlio Paolo, con oltre 135 anni di attività artistica e culturale, in generale, una delle più antiche realtà artistiche in Europa, come discendenza diretta da padre in figlio – Egli è cresciuto tra le opere dei maestri del Novecento e portato avanti una proficua ricerca nell’ambito delle sperimentazioni ultracontemporanee, dei più diversi linguaggi, proponendo al pubblico una prospettiva sempre attenta, sia in relazione al fervente humus partenopeo, sia guardando oltre confine, pur restando tra strade di Napoli, poi, nel 2015, la Galleria d’Arte Paolo Bowinkel ha affiancato la sede di Santa Lucia, offrendo un’ulteriore vetrina al ricco catalogo, in cui, accanto a paesaggi di Hackert o di Carelli, si incontravano anche opere di diversi autori contemporanei come Nino Longobardi, Sergio Fermariello, Giuseppe Leone e il giovane emergente Marco Abbamondi. Ad accompagnare Bowinkel in questa avventura meneghina, Andrea Ingenito della Andrea Ingenito Contemporary Art, contemporanea e entusiasta galleria napoletana, con sede anche a Milano e Capri, punto di riferimento per la poetica di artisti afferenti alle correnti degli anni ’60 e ’70 insieme con una attenzione peculiare ai talenti emergenti, italiani e non solo. Tra i protagonisti di ‘Milan Art Revolution’, anche il maestro sannita Giuseppe Leone, già docente accademico, il quale, insieme con gli altri noti artisti campani Mimmo Paladino e Lucio Del Pezzo, presenterà un’opera afferente al ciclo di Narciso. Leone, che ha vissuto gli anni cruciali dell’affermazione del contemporaneo a Napoli, presenta un lavoro che, nel concetto di riflessione sul reale – il Narciso di Leone è allo specchio, in maniera emblematica – evoca quella ricerca già per lui definita ‘poesia visiva’ e nella quale, come Egli stesso afferma “la narrazione avviene secondo i termini di spiritualità antropologica di una comunità, in cui tradizione ed innovazione, si legano creando un elemento magico.” Nella ricerca della purezza del Bello che i due curatori e la mostra inseguono, ecco che l’opera di Leone, infatti, delinea un solco ontologico entro cui la figura di “Narciso è la Vanità del Bello ideale, ma è anche una profondità che emerge e che non si ferma alla mera riflessione nella superficie riflettente: è qui che nasce ‘Il Malinteso di Narciso’ come definito da Lucio Covello nel 1975 e, nel mio’ Narciso allo Specchio’ in mostra a Milano, l’oggetto è opera che vive e affonda le sue radici nel reale, da esso deriva e in esso si incammina, suscitando emozioni, paure, desideri, imageries e allertando le coscienze alla riflessione.” In una simile analisi, l’esperienza legata al mito che Leone porta avanti, secondo i canoni della mitopoiesi, si connette con la descriptio non didascalica apportata dalle opere di Andy Warhol e Keith Haring presenti alla mostra ‘Milan Art Revolution’. ‘Revolution’ è il tratto distintivo di una frattura che, da questi nomi, ha aperto un amplissimo varco, tale da permettere un repentino mutamento fenomenico, simbolico e sincretico. Il progetto curatoriale di Paolo Bowinkel ed Andrea Ingenito pone in dialogo lavori di Warhol, Haring, Leone, Del Pezzo, Palladino con le fotografie di Henry Cartier Bresson e Steve Mc Curry insieme con nuovi talenti, tra i quali citiamo Marco Abbamondi, Max Bi, Milena Bini, Vittorio Campana, Carla Chiusano, Veronica Montanino e Giorgio Tentolini. Un colloquio tra artisti, tra linguaggi ed esperienze profondamente diversi, per motivi stilistici, per grammatiche materiche e per definizioni tra figuratività e suo contrario. La forza e l’energia rivoluzionaria di chi, all’Arte, ha dedicato la vita pur di cambiare le carte in tavola del già noto, a partire da uno studio degli archetipi classici sino ad un rinnovamento profondo, necessario, ma che non dimentica le proprie radici, piuttosto, avanza secondo i prodromi di una costante evoluzione. Quando Leone ha affrontato il tema del mito di Narciso, non si è mai fermato, tornando a riflettervi ancora oggi, in relazione ad un tempo e ad un costante mutamento socioculturale che, il tempo e lo spazio attorno a lui mostravano. L’icona, pertanto, diviene protagonista ed agguanta la forza simbolica di racconto del reale, di drammaturgia umana, fungendo da metafora. Tutto, d’un tratto, concorre a “trasformare l’ordinario in straordinario. Questo è il compito dell’alchimia ed anche della mia continua sperimentazione artistica e concettuale.” Leggendo le parole del maestro Leone, esse sembreranno entrare appieno nella traccia scavata dalla mostra, nella volontà di guardare all’oggi attraverso l’occhio dei maestri e di giovani artisti che, in un corale afflato, daranno origine ad una relazione interessante e plurima: tra le opere, tra le ispirazioni ma anche tra il pubblico, chiamato a ‘leggere’ nella diversità proposta da opere sì differenti, un fil rouge essenziale ed in grado di svelare il sublime dell’arte. ‘Milan Art Revolution’ delinea e gemma il valore di una sorta di rinegoziazione dei confini disciplinari dell’arte per evocarne e farne emergere le precipue peculiarità, le più sincere velleità, attraverso cui la trama filologica della esposizione si possa tradurre in una tessitura dal valore antropologico e poetico, ove tradizione e sperimentazione si fondono, in maniera magistrale e sotto l’egida dei curatori, in una trattazione coinvolgente e stupente. Rivoluzione come Ricodificazione e Ripensamento, universo speculativo nel quale forma e contenuto sono eco di una traccia mnemonica o filosofica, germogliata ed impressa da questo nostro tempo.

‘Milan Art Revolution’, dal 26 febbraio al 15 marzo 2020, a cura di Paolo Bowinkel e Andrea Ingenito, vernissage 26 Febbraio ore 18,30, Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, Milano. La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 18.30, info@ai-ca.com

In foto un’opera di Nicola Rivelli
In foto un’opera di Caterina Arciprete
In foto un’opera di Davide Pisapia
In foto un’opera di Maia Pacifico
In foto un’opera di Max Coppeta
In foto un’opera di Marco Abbamondi