Paolo Grassino, tre domande sull’arte

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In foto Paolo Grassino. Ph. Credits Salvatore Mazza

L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte, in Italia e all’estero, avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Azzurra Immediato

Esiste un sottile ma profondo varco tra la bellezza di un luogo caro e la sua capacità di far osservare il mondo sotto alteri punti di vista, così come esiste un abisso tra ciò che un artista riesce ad intravvedere del mondo e delle sue dinamiche e ciò che, noialtri, osserviamo. Attribuisco ad alcuni artisti la capacità, radicata e radicale, di possedere uno ‘sguardo principe’, una connessione – filosofica, sensibile – con il di là da sé e dalle gabbie del tempo, in grado di relazionarsi con le coscienze altrui tout court e, in particolare, evitando la corsa verso un’arte di matrice cosmetica…
Quando accade che artisti di tale misura e luoghi di lungimirante prospettiva uniscono le loro forze, qualcosa muta, si pone come baluardo di una ricorrenza di preziosi istanti dai quali trarre un invito di ri_conoscenza del proprio presente.
Il Villa Fiorella Art Hotel, del giovane, tenace e colto imprenditore Alberto Colonna, incastonato nella splendore di Massa Lubrense (Na), ancora una volta ha delineato tracce di una nuova sfida, assegnando all’artista Paolo Grassino ed a Shazar Gallery di Napoli, un processo di interazione tra spazio abitato – dagli ospiti dell’hotel, del ristorante gourmet Terrazza e dello Scirocco sky lounge – e opere d’arte dell’artista torinese, il quale, attraverso di esse, sin dall’ingresso, ha definito un percorso nuovo nella collezione dell’Art Hotel.
Paolo Grassino, nell’alveo della sua ricerca, esuberante e graffiante, unita all’istanza di metodo, riflette e affronta la pressante questione che pone in dialogo l’uomo, il suo tempo e la natura, secondo i prodromi di una complessa precarietà che muta al mutare del nostro mondo, di un contemporaneo sempre più sfuggente, nel quale, però, l’uomo sembra essersi perduto, in una sempre più ‘artificiale forza’ sintomo di inondante fragilità. Ecco, perciò, che le opere approdate a Villa Fiorella, sino al prossimo ottobre, si offriranno come compagne di viaggio esclusivo, nell’unicità di Villa Fiorella e di questa significativa relazione di intraprendente efficacia, avviata da qualche tempo.
Al lettore, adesso, la possibilità di comprendere alcune riflessioni di Paolo Grassino, declinate secondo le consuete Tre Domande sull’Arte…

Paolo, cos’è per te l’Arte?
L’arte è mancanza. Come la poesia, l’arte si muove su dei binari che sono sorretti dalla soggettività e l’introspezione senza omettere l’urgenza del confronto con il contesto temporale. Il “metodo” e non la tecnica, rileva in modo concreto e oggettivo le speculazioni sul raffronto tra l’Io e il Noi.

La tua ricerca passa attraverso un uso metaforico della materia. Nell’hic et nunc riesci a tradurre ancestrali temporalità e forme che trasmigrano in maniera universale pur toccando corde soggettive dell’astante. In che modo nascono le tue opere e in che maniera esse prendono corpo attraverso una data materia?

La mia ricerca sull’arte parte da riflessioni sulle condizione dell’esistere, sull’ ingannevole separazione tra interno ed esterno. L’irrazionale, l’illogico, diventano interpreti per affrontare tematiche di un’oggettività che non dovrebbe esistere, anche se è sempre legata al credibile, alle realtà note. Cerco un’intesa. Rivolgo delle domande al materiale o all’oggetto. Ricevo delle risposte che naturalmente non sono sempre traducibili in parole. Tali risposte sono immagini altre, a volte prive di logica. Il difficile è proprio questo: lasciare che l’illogico si sveli, rispettando e conservando, quindi, ciò che non è chiaro. Il nostro pensiero tende sempre a razionalizzare, a rendere tutto più comprensibile, più sopportabile, più banale.

Uno dei tuoi ultimi progetti è stato ideato, in modalità site and time specific per l’Art Hotel Villa Fiorella, di Massa Lubrense, della Famiglia Colonna, in collaborazione con Shazar Gallery. Racconta ai lettori questa esperienza e come avverrà il dialogo con i fortunati ospiti dell’hotel.

Giuseppe Compare, proprietario e direttore artistico della Shazar Gallery di Napoli, lo conosco da diversi anni, abbiamo fatto un viaggio in Cina per lavoro e da quella esperienza abbiamo stretto amicizia e stima reciproca. Alberto Colonna mi è stato presentato nell’estate del 2023 da Compare e abbiamo legato subito. In quell’occasione si è cominciato a parlare dell’esposizione a Villa Fiorella. Villa Fiorella è un luogo straordinario, si affaccia su un tratto di costa che è una meraviglia mediterranea. Il sole, il mare, gli alberi e la struttura della Villa creano una sinfonia perfetta. Nulla è lasciato al caso, il servizio dell’hotel ti fa sentire subito a tuo agio e la cucina è superlativa. Alberto è un perfetto padrone di casa, mai invadente e amante del bello e dell’arte. Le opere selezionate per la mostra sono state scelte con cura e in modo naturale, sembrano pensate per quel luogo, per quel paesaggio, per quella luce. Cosa chiedere di più?

E sembra, dunque, facile scorrere tra le derive del nostro vivere osservando l’orizzonte dalla splendida piscina a sfioro di Villa Fiorella, o incrociare il paesaggio attraverso le materiche linee che le opere di Paolo Grassino, con cui egli riscrive una geografia della conoscenza, della riflessione intima e stupente, paiono tratteggiare verso i tramonti su Capri o verso il Golfo di Sorrento. Ciò che abbiamo conosciuto sinora, pare suggerire Grassino, è molto diverso dalla realtà. Tumulti, Travasi, Eclissi, sono alcuni dei titoli delle opere che abitano Villa Fiorella, in una inedita conversione tra idea, parola, materia e forma. Le sculture che assumono ruolo di abitanti dell’hotel rammentano la necessità di riportare molta attenzione su ciò che accade attorno a noi, ed è la materia di cui sono composti i lavori a rafforzare l’occorrenza di stabilire un nuovo contatto con il nostro vivere. Alberto Colonna, owner di Villa Fiorella, ha ben compreso quanto soggiornare in un hotel immerso in un angolo di Campania che lascia senza fiato sia perfetto per poter comprendere certe dinamiche, è in tal modo che l’imprenditoria territoriale sa farsi portatrice di istanze che abbracciano il mondo intero, mediante la visione d’artista come quella offerta da Paolo Grassino, attuando la tensione verso una nuova conoscenza, diventando non souvenir di viaggio quanto, piuttosto, nuovo bagaglio culturale, nuova esplorazione.

In foto:
Paolo Grassino per Villa Fiorella Art Hotel con Shazar Gallery, Ph. Credits Valerio Gargiulo
Ritratto: Paolo Grassino, Ph. Credits Salvatore Mazza
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