Papa Leone XIV rende omaggio a San Gennaro e abbraccia Napoli, “città dai mille colori”

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“Oggi sono qui per farmi contagiare dalla vostra gioia”. Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto nel Duomo la sua visita a Napoli, culminata nell’incontro con il clero e la diocesi partenopea dopo la lunga mattinata trascorsa a Pompei.

Il Pontefice è arrivato nel capoluogo campano nel primo pomeriggio, con circa tre quarti d’ora di anticipo rispetto al programma iniziale. L’elicottero papale è atterrato alla Rotonda Diaz intorno alle 14.15, dopo la partenza anticipata da Pompei a causa delle previsioni meteo sfavorevoli per il volo previsto originariamente alle 15. Prima di lasciare la città mariana, Papa Leone aveva pranzato in modo frugale, concedendosi però due simboli della tradizione dolciaria campana: pastiera e babà.

Dal lungomare fino al Duomo, Napoli ha accolto il Papa con una folla imponente. Leone XIV ha attraversato il lungomare a bordo della Papamobile salutando i fedeli assiepati lungo il percorso. Tra la folla anche scene tipicamente napoletane: un ambulante, Gennaro, ha distribuito “santini” artigianali con la scritta “Viva il Papa a Napoli”, chiedendo una piccola offerta ai presenti.

Arrivato in Cattedrale, il Papa ha iniziato la visita rendendo omaggio a San Gennaro. “Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante”, ha detto a braccio entrando nella Cappella del Tesoro. Leone XIV ha quindi sollevato e baciato l’ampolla contenente il sangue del patrono della città. Il sangue, però, non si è sciolto durante la visita: il miracolo della liquefazione era già avvenuto sabato scorso e la teca è stata mostrata al Pontefice con il sangue già liquefatto.

Ad accoglierlo nel Duomo è stato il cardinale Mimmo Battaglia, che ha rivolto al Papa un intenso messaggio centrato sulla pace: “Da questa Cattedrale sale una preghiera che è insieme fede e ferita: pace”. L’arcivescovo ha definito Napoli “una terra bellissima e fragile che fa festa anche dentro le tempeste”, descrivendo una Chiesa “fragile, ma viva. Ferita, ma in cammino”.

Nel suo discorso Leone XIV ha più volte richiamato proprio il tema della fragilità sociale e della violenza. “Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni”, ha detto il Pontefice, ricordando però anche “i molteplici volti della povertà” e una città “insanguinata dalla violenza”.

Per questo, ha aggiunto, “abbiamo bisogno di cura”.

Il Papa ha poi citato Papa Francesco e la sua visita del 2015: “La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste. È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria”.

La giornata campana di Leone XIV era iniziata in mattinata a Pompei, dove il Pontefice aveva incontrato gli ospiti del “Tempio della Carità”, celebrato la messa e partecipato alla Supplica alla Madonna del Rosario nel giorno della festa dedicata alla Vergine. Migliaia i fedeli presenti tra piazze e strade della città mariana, inizialmente minacciata dal maltempo ma poi illuminata dal sole per gran parte della mattinata.

La visita napoletana proseguirà ora con l’incontro pubblico in piazza del Plebiscito, ultimo grande appuntamento prima del rientro in Vaticano previsto in serata.