Parce sepulto, ovvero abbi rispetto per il sepolto

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La quiete dopo la tempesta, o meglio l’elegante e discreta pacatezza di osservatori di professione contrapposto allo squallore del comportamento di prèfiche fuori posto e dal contesto, comunque mai coerenti. Come compenso per la prestazione sono solite, anche i loro pendents di sesso maschile, contentarsi dell’attimo di visibilità a lungo agognato che potrebbe derivare loro da quella sovraesposizione. Lo stesso che, in più di una settimana di “prestazioni”, sarebbe pur dovuto arrivare. L’argomento è più che imbarazzante e ormai è stato più che elaborato negli ultimi giorni. Con ordine. Due eventi luttuosi hanno colpito il mondo della cultura del Paese, isole comprese… Uno, particolarmente doloroso per la giovane età della vittima, era stato preannunciato con squilli di trombe e rullo di tamburi, messa in scena entrambi di per sé già greve, a mò delle cronache dei preparativi di un episodio di eutanasia. Giunto il triste momento, è iniziato, per durare una decina di giorni circa, una kermesse che ha superato, in termini di tempo, anche quelle di cordoglio per la dipartita, qualche anno fa, di Kim Yong Soung, il “caro leader” nord koreano. Nel giro di qualche giorno, purtroppo con scarso preavviso, senza avere neppure il tempo per salutare chi gli dava assiduamente ascolto, ha fatto un biglietto per un posto qualunque, nel richiederlo specificando “solo andata” e null’altro, una persona che della diffusione di notizie con discrezione aveva fatto ragione di vita. Senza tenere mai casacche di qualsiasi colore a vista, assicurandosi invece che le stesse fossero accuratamente coperte dalla giacca della sua onestà mentale. Quella stessa che ha caratterizzato la sua vita, sia professionale che privata. Per chi ha qualche anno, tale descrizione potrebbe ricordare una delle scene cult del film C’era una volta in America. In essa ll personaggio interpretato da Rober De Niro chiede a un addetto di una delle stazioni dei treni di NY un biglietto. Non importa per dove, purché sia one way. Altrettanto vale per il sottofondo musicale, Yesterday, di per sé un brano toccante, composto da Paul Mc Cartney subito dopo la perdita di sua madre. Per la precisione la versione per il capolavoro di Sergio Leone, quella rivisitata da Ennio Morricone, sarebbe stata l’adeguato commento musicale alla discreta cerimonia funebre in cui è stato salutato quello scomparso di qualità. Occorre a tal punto fare un respiro profondo per evitare fin dagli inizi equivoci di ogni genere e sorta. “Parce sepulto” (“abbi rispetto per il sepolto”) e “de mortuis nihil, nisi bonum” (“dei morti niente si dica se non il bene”), sono i due antichi assunti, oggi se possibile ancor più consolidati, che, senza alcuna riserva, permeano le considerazioni che seguono. L’animo umano è molto, anzi troppo, indulgente verso se stesso e, si sa, il troppo storpia, sempre e da ogni punto di vista. È accaduto e sta accadendo che una pletora di disgraziati- si ponga particolare attenzione all’etimo di tale definizione – abbia deciso di cavalcare proditoriamente la tigre di una disgrazia tutta al femminile, cioè connotata dalle apprezzabili nuances di genere – i cugini francesi, non a caso, sono stati quelli che per primi hanno affermato il principio: “vive la difference!” Non l’hanno fatto solo per attirare su loro stessi l’attenzione mediatica. Una pruderie, tra l’altro particolarmene fuori luogo, che la stessa buonanima non avrebbe condiviso. Quanto è lontana, non solo nel tempo, ma anche dal contesto, l’orazione funebre in onore di Cesare che Mastro Shakespeare, nella tragedia omonima, fa pronunciare a Antonio! I paragoni sono di per sé forme implicite di qualificazione che dovrebbero, in generale, non essere gradite tanto a chi le fa, quanto a chi le riceve. Sed sic transit gloria mundi! Non bisogna dimenticarlo, perché chi ha il buon gusto di sentire suo il modo di agire e pensare fin qui espresso, non si sarà certamente azzardato a mettete in essere comportamenti simili a quelli appena accennati. Tutto quindi in punta di piedi, per la cerimonia degli addii e altrettanto in questi giorni in cui ricorre il Trigesimo della scomparsa di un personaggio che ha fatto di tutto, quando era in vita, per proporsi, in qualsiasi occasione, con un understatement di rara qualità. L’Italia è afflitta da tanti gravi problemi oltre che dai “fattarielli” del genere di quelli appena esposti. Quindi gli stessi potrebbero essere considerati con fastidio da chi dovesse leggerli. Eppure nel villaggio si tiene a rimarcare il concetto che troppo cotto un cibo non va bene, altrettanto quasi crudo. La combinazione ideale sarebbe “mezzo fumo e mezzo arrosto”. Difficile da realizzare, seppure sempre più adeguato alla bisogna.