In vista della Giornata Mondiale del Vento, Legambiente presenta la V edizione della guida turistica “Parchi del vento”.
Sono 34 i parchi eolici mappati in Italia, due dei quali in Campania, nel Beneventano, che dimostrano come la tecnologia possa instaurare un rapporto armonioso con il paesaggio e offrire nuove occasioni di valorizzazione dei territori.
Dalla transizione energetica al turismo lento: i parchi eolici italiani non producono solo energia pulita, ma aprono la strada a itinerari inediti alla scoperta della bellezza dell’Italia, dimostrando come la tecnologia possa instaurare un rapporto armonioso con il paesaggio. A ricordarlo è Legambiente che, in vista della Giornata Mondiale del Vento, pubblica la V edizione della guida turistica “Parchi del vento”, realizzata con il contributo di Magis Energia, Erg, Fera, Rwe e il patrocinio di Anev.
Gli impianti eolici in Italia sono in totale 6.169 e sono distribuiti in tutte le regioni. La Puglia ha il primato del maggior numero di impianti, 1.427, pari a 3.674 MW totali: in questi si includono i 439 MW aggiunti solo nel 2025, rendendo la Puglia anche la regione con più installazioni dell’anno, con 21 nuovi parchi eolici. Scendendo lungo la classifica delle regioni con più potenza installata si trovano la Sicilia con 2.512 MW e la Campania con 2.209 MW, confermando l’eolico come un vettore importante di sviluppo e posti di lavoro nel Sud Italia.
Dall’altopiano sardo di Sa Turrina Manna ai crinali di Baselice nel Beneventano, fino all’antico tracciato dell’Appia in Puglia e ai luoghi verghiani in Sicilia, sono 34 i parchi eolici mappati dall’associazione ambientalista. Un viaggio da nord a sud alla scoperta di esperienze autentiche, lontano dalle solite rotte, tra trekking, ciclabili immerse nel verde, passeggiate a cavallo, arrampicate, rafting e birdwatching. Un modo per toccare con mano il funzionamento dell’innovazione e, al tempo stesso, conoscere la storia di borghi delle aree interne, siti archeologici e naturalistici, oltre alle eccellenze agroalimentari che crescono all’ombra delle pale.
All’interno della guida il lettore potrà trovare non solo le caratteristiche tecniche degli impianti, ma anche le informazioni per raggiungerli, suggerimenti su percorsi e sentieri, storie e memorie dei territori, consigli su cosa visitare, dove alloggiare e dove assaporare la cucina locale.
Tra i parchi eolici mappati, due sono in Campania. Nel borgo medievale di Baselice (BN), l’omonimo Parco eolico di Baselice (36 MW) si conferma una meta alla scoperta dell’Appennino: a quasi 900 metri di altitudine offre percorsi a piedi o in bici lungo le dorsali della Val Fortore, con panorami che spaziano fino alla Puglia e al Molise. L’itinerario unisce l’energia pulita ai trekking del cammino di San Giovanni Eremita e alle sponde del lago di Occhito, paradiso del birdwatching, insieme alle specialità enogastronomiche come il Caciocavallo Silano DOP e il Moscato di Baselice.
L’impianto nel comune di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento, è entrato in esercizio nel 2008 nel cuore dell’Appennino sannita ed è composto da sei aerogeneratori da 1,8 MW e da due aerogeneratori da 2,0 MW per un totale di 14,8 MW. Realizzato dalla società IVPC, ogni torre su struttura tubolare è alta 80 metri e il diametro del rotore è di 90 metri. La produzione di energia pulita copre annualmente i consumi domestici di circa 10.000 famiglie, con un risparmio in termini di emissioni di circa 17.000 tonnellate di CO₂.
Parliamo di un angolo di Provenza in Campania, ma senza l’odore dei campi di lavanda. San Marco dei Cavoti, borgo collinare nel cuore dell’Appennino sannita, conserva le antiche origini provenzali: il paese fu infatti fondato dagli Angioini che, a metà del XIV secolo, ripopolarono l’area dopo la peste del 1348 e il terremoto del 1349. Oggi queste radici vengono valorizzate come elemento identitario distintivo.
“Una guida — commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania — che vuole essere un incentivo a mettersi in cammino alla scoperta dell’eolico fatto bene: quello integrato nelle zone rurali e nei contesti naturali. Un esempio concreto di come sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme, anche grazie a innovazioni come il repowering, che permette di ridurre il numero delle pale aumentando la potenza e liberando paesaggio. Il viaggiatore potrà così vivere un turismo lento e consapevole, esplorando le potenzialità dell’energia pulita insieme ai sapori, all’arte e alla natura che abbracciano questi impianti”.





































