Parco Saurino, blocco opera di Cosentino

37

Parco Saurino, il blocco del sito di smaltimento dei rifiuti sarebbe stato, in parte, opera di Cosentino: “Le proteste che bloccarono per circa un mese la discarica Parco Saurino, il blocco del sito di smaltimento dei rifiuti sarebbe stato, in parte, opera di Cosentino: “Le proteste che bloccarono per circa un mese la discarica di Parco Saurino erano studiate a tavolino da Cosentino, Coronella e Landolfi per fare pressioni su Giulio Facchi”. A raccontarlo è Giuseppe Valente, ex presidente del Consorzio Ce4, oggi collaboratore di giustizia, durante il processo Eco4 in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nel processo, l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino è imputato con l’accusa di concorso esterno ai clan. Interrogato dal pm della Dda, Alessandro Milita, Valente ha detto “che in quel periodo era facilissimo far arrivare i rifiuti ai primi piani dei palazzi, bastava poco per far andare in tilt un sistema che gia’ non funzionava bene”. Valente poi continua: “Cosentino mi disse che finché Facchi non avesse autorizzato la discarica di Carinola, il blocco sarebbe andato avanti. Alla protesta presero parte anche dei camorristi, me lo dissero gli operai che li conoscevano. Per i politici quel blocco pilotato aveva una doppia funzione, da una parte fare pressioni su Facchi, dall’altra dimostrare che Fibe Campania non era in grado di gestire l’emergenza a vantaggio di Impregeco”. Secondo Valente, quel blocco Facchi lo “subì”, quindi “nello stesso periodo -­ continua ­- autorizza un progetto preliminare per l’apertura di una discarica a Caserta presso Lo Uttaro”. La discarica spiega Valente sarebbe stata fondamentale per lo scopo con cui era nata Impregeco, cioè estromettere Fibe, ma una lettera dell’allora ministro Matteoli blocca il progetto. Valente parla anche di Cipriano Chianese, proprietario della discarica Resit di Giugliano e imputato a Napoli per disastro ambientale. “Facchi ci autorizzò per lo Uttaro con la condizione che l’Impregeco liquidasse circa 1,5 milioni a Cipriano Chianese a causa di un credito vantato da questi che però noi non riconoscevamo. Facchi mi disse che dovevamo tenerci buono Chianese perché era uomo dei servizi segreti e confidente dei carabinieri”, dice. Valente, infine, torna a parlare anche dell’influenza che avrebbero avuto Cosentino e Landolfi in prefettura che stava decidere lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del comune di Mondragone. “Un giornalista, Giovanni De Stasio, nel 2002 mi disse che Lorenzo Diana stava facendo pressioni per far sciogliere il comune di Mondragone ­ racconta Valente ­ cosi’ io contattai Cosentino e Landolfi raccontando questa cosa. Dopo qualche giorno mi dissero che si erano recati insieme in prefettura e mi dissero che dovevo stare tranquillo. Per noi lo scioglimento del comune di Mondragone sarebbe stato un disastro perche’ avremmo perso la maggioranza consortile del Ce4”.