Parma: al via il progetto ‘Imprese aperte’, a braccetto con la cultura

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Parma, 25 feb. (Labitalia) – Nell’anno di Parma Capitale italiana della cultura, l’imprenditorialità si ritaglia un ruolo sempre più importante. Infatti, è anche per effetto della virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, tra istituzioni e aziende, che il dossier di candidatura che la città ha presentato è stato preferito a quelli di altre 36 città italiane. Sempre più spesso, inoltre, le imprese sono considerate parte integrante di un territorio e di una comunità. E sono attori culturali: non necessariamente perché appartengono al sistema delle imprese culturali e creative ma perché sviluppano prodotti e offrono servizi partendo da processi creativi e a base culturale.

È su queste premesse che si fonda il progetto ‘Imprese aperte’, che fa parte del dossier di Parma Capitale sin dalla candidatura e che si inserisce nel calendario del 2020. ‘Imprese aperte’ è promosso dall’associazione per lo sviluppo sociale ‘Parma, io ci sto!’, che conta 130 associati e che opera con l’obiettivo di creare iniziative di valorizzazione, selezionando e sostenendo progetti dedicati alle aree tematiche simbolo delle eccellenze del territorio, e da Unione parmense degli industriali, che rappresenta oltre 600 aziende che occupano complessivamente circa 36.000 dipendenti.

Le imprese coinvolte sono 40, in rappresentanza dei più diversi settori di attività: dall’agroalimentare – ambito in cui Parma vanta una vocazione fortissima, tanto da essere stata la prima città italiana ammessa da Unesco nel network Creative Cities of Gastronomy – alla meccanica e all’impiantistica, dall’automotive al fashion, dai servizi di consulenza all’It, dalla farmaceutica ai servizi alla persona, passando per la cosmetica e il retail.

Come spiega Alessandro Chiesi, presidente dell’associazione per lo sviluppo sociale ‘Parma, io ci sto!’, “‘Imprese aperte’ è un progetto pilota straordinariamente complesso per il quale abbiamo mobilitato tutte le energie del territorio, in particolare le forze produttive e il sistema economico, per portare al centro la cultura quale strumento di crescita e inclusione”.

“‘Imprese Aperte’ – prosegue – ha il merito di coinvolgere l’eccellenza dell’imprenditorialità parmense affinché sia riconosciuta anche come luogo di produzione di cultura, in cui la creatività è parte integrante del processo industriale, nuovo elemento di sviluppo e crescita. Il progetto offre l’opportunità irripetibile di far riconoscere la propria impresa come parte integrante del sistema culturale, raccontando al territorio la propria storia e, nel contempo, il territorio attraverso la storia dell’azienda, delle tecnologie, dei prodotti come nuova leva di attrazione territoriale”.

Il progetto ‘Imprese aperte’ vuole coinvolgere le aziende a più livelli e per questo ha tre declinazioni: ‘A porte aperte’, per aprire le aziende per farle conoscere a un pubblico allargato di dipendenti, turisti e scuole; ‘Cultura dæll’impresa’, per raccontare la capacità di trasferire la cultura dell’impresa al territorio; e ‘Cultura in impresa’, in cui l’azienda accoglie progetti artistici e culturali nei propri negli spazi industriali diventando un nuovo luogo della cultura. Una ulteriore articolazione del progetto è rappresentata dal concept ‘Stop and Think’, che consiste in quattro incontri, declinati in forma di conversazioni informali, per comprendere che cosa significhi oggi essere imprenditori.