Parole dell’innovazione, il big bang dell’imprenditorialità

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Imprenditorialità è una parola che si trova sul terreno della valorizzazione commerciale dei variopinti risultati del big bang provocato dalla collisione di bit, atomi, neuroni e geni. La convergenza di chimica, biologia, fisica, informatica e robotica apre vertiginose prospettive d’innovazione che esploratori e creatori di opportunità potrebbero sfruttare se messi in condizione di farlo.

Reazione imprenditoriale
Una reazione imprenditoriale avviene quando si rilascia una notevole quantità di energia necessaria per trasformare le idee in progetti di business reali.
L’imprenditorialità non è un semplice insieme di convenzioni, (nomos, come dicevano gli antichi greci), ma essa possiede una natura reale (è una physis) visibile nel processo di conversione delle risorse da input ad output, un processo che è il risultato di una ‘reazione imprenditoriale’.
La ‘reazione imprenditoriale’ conduce all’esplorazione di una scienza emergente, l’econofisica, che impiega gli strumenti della fisica per studiare i mercati. In particolare, il sottocampo che interessa la ‘reazione’ presenta elementi fondamentali la cui configurazione assomiglia alla struttura atomica. Per quanto possa sembrare artificioso, s’intravedono analogie tra le idee imprenditoriali, che sono le unità dell’imprenditorialità, e gli atomi, le unità della materia. Al centro (il ‘nucleo’) della creazione d’impresa c’è un’idea con carica positiva il cui istigatore deve avere una visione e darle un senso. Quasi tutta la sua ‘massa’ è costituita da ‘particelle’ fortemente interattive e non facilmente distinguibili tra loro, quali le motivazioni e gli attributi del comportamento imprenditoriale. Intorno al ‘nucleo’ sono disposti in orbite gli sperimentatori (i team imprenditoriali con i loro allenatori), i quali sono responsabili della proprietà ‘chimiche’ dell’idea, come la praticità, la redditività, la sostenibilità, e così via.
Questo è il disegno abbozzato della struttura atomica di una ‘reazione imprenditoriale’:

“È necessario che gli atomi, fatti di motivazioni e attributi, siano collocati in un “campo termo-imprenditoriale” dove essi accumulano energia imprenditoriale a seguito di collisioni con altri atomi. L’energia imprenditoriale è la capacità di fare lavoro imprenditoriale, e questa energia viene liberata quando si verifica una transizione dallo stato di intenzione a quello di azione imprenditoriale. Energia imprenditoriale (E) e massa imprenditoriale (M) sono correlate, in analogia con la famosa equazione di Einstein, ma in questo caso E = MC3 , dove C al cubo è la creatività nel business (creatività nella tecnologia x creatività nel processo x creatività nel marketing).

piero.formica@gmail.com