Parole dell’innovazione, tra big data e dati sensibili

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Big Data

I Big Data (BD) sono ingenti collezioni di insiemi di dati non gestibili con i database tradizionali. Oltre che per i grandi Volumi, si contraddistinguono per la loro Velocità (affluiscono e vanno gestiti in tempo reale) e Varietà di fonti e natura. Secondo il Gartner Group, leader mondiale nell’analisi delle tecnologie informatiche, le “3V” dei BD fanno intravedere occasioni molto vantaggiose sfruttabili dall’industria manifatturiera. Attingendo a milioni di interazioni, si possono compiere esperimenti disegnando mappe quasi perfette in tutti i particolari.

Al MIT (Massachusetts Institute of Technology) Media Lab di Boston, Sandy Pentland, un pioniere dei BD, ha visto l’alba di quella che si potrebbe definire l’econofisica delle particelle elementari. Si tratta di milioni di piccole transazioni che rimbalzano tra milioni di individui, misurate ed elaborate nei loro dettagli in tempo reale.

Sul solco dei BD la società si reinventa, inducendo gli individui a ripensare le loro pratiche quotidiane di vita e lavoro, e i governi a ridefinire la contabilità economica nazionale la cui architettura fu disegnata dall’economista Simon Kuznets (1901-1985) negli anni Trenta del Novecento.

Dai BD si attendono nei paesi sviluppati dell’Europa miglioramenti per circa 100 miliardi di euro nell’efficienza delle amministrazioni pubbliche, al netto di forti aumenti nella raccolta delle imposte e consistenti riduzioni delle frodi e dei fenomeni di corruzione.

I BD possono creare dipendenza e produrre obesità sociale. Più si avverte il bisogno di avere maggiori dati per scoprire qualcosa, mai se ne avranno a sufficienza. D’altra parte, come sosteneva Albert Einstein (1879-1955), “non tutto ciò che conta può essere contato; né tutto ciò che può essere contato conta davvero”.

Dati sensibili

Sono tali quei dati che rivelano informazioni privati quali sono, per esempio, le nostre scelte e preferenze.

Chi li detiene esercita un potere molto forte. I dati più sensibili sono appannaggio di industrie altamente regolate come la salute, le telecomunicazioni e le banche. Altri non meno rilevanti sono nella disponibilità dei titani di Internet, da Google a Facebook, che operano in ambienti non regolati. Ciò ha spinto il MIT Media Lab a farsi promotore di una campagna per un New Deal delle politiche pubbliche di Internet affinché i dati sensibili ricevano lo status di diritto umano fondamentale. È l’individuo che va posto al centro della ‘ società dei dati’ per evitare gli scogli (riscaldamento globale, epidemie, inquinamento, frodi, corruzioni, ecc.) attraversando lo stretto delle opportunità (imprese innovative, nuovi mercati, prodotti e servizi).

I flussi in tempo reale di una grande quantità di dati che tracciano inediti scenari macro e micro economici permetteranno a un numero maggiore di persone di esercitare le libertà economiche e proporre, in un clima di minore incertezza, cose nuove da fare in modo diverso rispetto alle pratiche consuetudinarie. Se non fosse così, si svilupperebbe una società, quella dei Big Data (vedi voce corrispondente), somigliante a un Diplodocus (vedi voce corrispondente).