Parole dell’innovazione, il cambiamento tra sperimentazione e concettualizzazione

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Secondo l’Online Etymology Dictionary, dal tardo medioevo lungo tutta l’età rinascimentale, le parole “business”, “innovazione” e “arte” vengono alla luce nell’ordine cronologico mostrato nella Figura. Preceduta dall’arte e poi dal business, l’innovazione ha alle sue spalle anche la parola “esperimento”; la segue la parola “concetto”. Arricchitasi di significati dopo la sua comparsa a metà del 15mo secolo, l’innovazione pare dunque trovare il suo primo legame cronologico con la parola “sperimentazione”; in seguito, con la concettualizzazione.

Innovatori sperimentalisti
L’economista David Galenson, ai cui studi approfonditi sulla creatività artistica si devono le espressioni “innovatori sperimentalisti” e “innovatori concettuali”, ha argomentato che gli sperimentatori sono vecchi, grandi maestri mentre i concettualisti sono giovani geni. I primi sviluppano le innovazioni lentamente, in un lungo periodo di sperimentazione e raffinamento. Mirando ad un unico ed incerto obiettivo, per tentativi ed errori gli sperimentatori prendono un lungo periodo di tempo per sviluppare le loro innovazioni rivedendo incessantemente il lavoro svolto. Motivato da criteri estetici, nell’arte pittorica il personaggio tipico è, secondo Galenson, Paul Cezanne (1839-1906) e nella scienza Charles Darwin (1809-1882) che “ha trascorso decenni accumulando prove sull’evoluzione e sui suoi meccanismi”. Nell’industria cinematografica è Alfred Hitchcock il nome di spicco.

Innovatori concettuali
Gli innovatori concettuali apportano innovazioni radicali nel loro campo fin dalla più tenera età. Essi si distinguono per il loro ragionare in modo altamente astratto; per l’essere focalizzati sull’obiettivo da raggiungere incuranti degli errori in cui potrebbero incappare lungo il percorso creativo; per la versatilità, saltando da un soggetto a un altro, da cui scaturiscono innovazioni le più varie; per violare le convinzioni esistenti e scostarsi da coloro che restano aggrappati alle idee superate e alle definizioni obsolete. Nell’arte – sostiene Galenson – Pablo Picasso (1881-1973) è visto come l’archetipo dell’innovatore concettuale. Dipingendo oggetti non come li vede ma come li pensa, Picasso con la sua opera Les Demoiselles d’Avignon del 1907 inaugura la stagione del Cubismo – “la più radicale innovazione stilistica dell’età moderna”. Nell’arte della musica si staglia la figura di John Cage (1912-1992) “per la diversità delle sue molte innovazioni”. Per l’abilità di semplificare i problemi e proporre idee audaci uscendo dal recinto del pensiero consolidato, Alber Einstein (1879-1955) si trova sul podio degli innovatori concettuali nel campo della scienza, così come Walt Disney nell’industria dell’intrattenimento e dei parchi tematici.

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