Parole dell’innovazione, i frutti dell’albero della ricerca

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Educazione imprenditoriale
L’educazione all’imprenditorialità, anticipata sin dalle classi elementari, stimola l’inventiva dei giovani e li aiuta ad avere il controllo del proprio futuro.
Per contrastare l’affievolimento delle pulsioni imprenditoriali e la bassa crescita delle imprese che nascono, tra le azioni prioritarie da mettere in campo la Commissione dell’Unione Europea ha individuato l’investimento nell’istruzione imprenditoriale. Un investimento dai rendimenti elevati. Infatti, circa il 15-20% degli studenti che partecipano a programmi di mini imprese organizzati dalle scuole secondarie lancia successivamente una startup. È questa una percentuale da tre a cinque volte maggiore di quella riferita all’intera popolazione. Avendo dotato di classi imprenditoriali anche l’istruzione primaria, in Finlandia le valutazioni degli allievi appaiono notevolmente migliori a fronte di una relativamente contenuta spesa cumulativa per studente. L’Università di Harvard sostiene che l’interesse dei giovani a frequentare l’università aumenta del 32% dopo aver frequentato un corso imprenditoriale, mentre salgono del 44% le loro aspirazioni a un lavoro che coniughi l’occupabilità con l’imprenditoriabilità.

Fertilizzazione imprenditoriale
Le risorse in capitale umano e sociale creano intrecci virtuosi tra inventori, accademici, ricercatori, giovani laureati ed imprenditori: tutti protagonisti di un processo di fertilizzazione imprenditoriale nelle aule e nei laboratori universitari. Un processo innescato da un’innovazione radicale delle organizzazioni accademiche: qualcosa di simile all’interpunzione che accadde nel passaggio dall’istruzione nei conventi alla nascita delle università medievali.
Dall’albero della ricerca pendono i frutti dell’imprenditorialità. Per poterli cogliere deve crescere il numero degli imprenditori illuminati pronti a danzare insieme ai ricercatori e ai talenti che accettano di correre il rischio d’impresa sul terreno delle innovazioni prodotte dalle loro ricerche. Una danza virtuosa, anche perché potrebbe dare ossigeno ai bilanci sempre in affanno degli enti di ricerca. Dall’innovazione nel mondo accademico scaturisce una sorgente ricca di imprese imprenditoriali con alte aspettative di crescita i cui addetti sono co-produttori e, in prospettiva, potenziali candidati imprenditori.

piero.formica@gmail.com