Parole dell’innovazione, le finestre sul mondo che cambia

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Brevetti e città sono due finestre secolari aperte sull’innovazione. Le parole attribuite agli uni e alle altre evocano il perenne divenire della realtà del mondo.

Brevetti
ll Santa Fe Institute (SFI) – un’istituzione di ricerca teorica indipendente e senza scopo di lucro con sede a Santa Fe (New Mexico, Stati Uniti), dedicata allo studio multidisciplinare dei principi fondamentali dei sistemi adattativi complessi, inclusi i sistemi fisici, computazionali, biologici e sociali – definisce i brevetti “una delle migliori fonti di dati sullo sviluppo tecnologico”. Essi “costituiscono un sistema aperto, storico e capace di adattamento che ci mostra come e perché sono nate le invenzioni”. Secondo il SFI, si sta già utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) a supporto degli esaminatori dei brevetti, consentendo loro di rispondere più sollecitamente alle esigenze dei clienti.

Smart city
Come la specie umana, così evolvono le città. Oggi, la più evoluta è la smart city – la città della conoscenza che, al pari degli esseri umani, possiede strategie cognitive cui ricorre avviando il processo di acquisizione di conoscenze e comprensione dei fenomeni mediante il pensiero, i sensi e l’esperienza. Intelligenza, creatività, apprendimento e l’essere digitale, ubiqua (perché si trova ad abitare contemporaneamente più luoghi mentali), ibrida (trovandosi all’incrocio di culture diverse) sono i connotati distintivi che le sono stati attribuiti. Con l’ausilio delle tecnologie, la smart city fa girare la ruota delle applicazioni delle sue strategie, in un vasto campo che comprende la mobilità urbana, l’eco-ambiente, l’istruzione, la salute.
Avvalendosi di una quantità di dati che cresce a velocità accelerata, la smart city disegna scenari alternativi della sua evoluzione, analizza di ciascuno di essi l’impatto prodotto e cerca di raggiungere il consenso tra una ricca varietà di portatori di interessi: solo per citarne alcuni, i gruppi di quartiere, i sindacati dei lavoratori, le associazioni di categoria, gli sviluppatori immobiliari, gli ambientalisti. Lo scenario privilegiato è quello che rivela vantaggi potenziali per l’intera comunità urbana, mostrandosi capace di coniugare interessi tradizionalmente parcellizzati, dispersi e isolati. Tale scenario esige attenta e continua manutenzione. Infatti, parafrasando quanto scriveva Seneca, l’insaziabile ingordigia del corpo degli interessi particolari in grado di devastare l’interesse generale resta un ammonimento valido.

piero.formica@gmail.com