Parole dell’innovazione, l’impresa imprenditoriale

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Nel paesaggio del Rinascimento del XXI secolo si staglia l’impresa imprenditoriale. Ne è protagonista la leva dei giovani imprenditori d’oggi, capaci di conversare sia nel salotto delle scienze matematiche, fisiche e naturali, sia in quello delle scienze umanistiche.

Entreprenaissance
Jacob Christoph Burckhardt (1818-1897), un influente storico dell’arte e della cultura, definì ‘antroprocentrico’ il Rinascimento, interpretando tale età in termini di valori ed esperienze umane individuali al centro dell’universo. ‘Antropocene’ viene definita l’età in cui oggi viviamo. Un’età che ha protagonista l’uomo che attraverso le sue attività modifica pesantemente l’ambiente fisico, sociale, culturale e imprenditoriale.
Progetti in cui approcci scientifici e umanistici alla creatività s’incontrano e convivono fruttuosamente fanno intravedere un nuovo Rinascimento, definito da Creel Price, tra i più dinamici imprenditori australiani, ‘Entreprenaissance’ – vale a dire, un’imprenditorialità che segna il risveglio o la rinascita dell’apprendimento e della cultura, gettando un ponte ideale tra uomini del Rinascimento di ieri e di oggi: dall’invenzione della macchina volante di Leonardo ai razzi e ai veicoli spaziali di Elon Musk.
È questo uno scenario che apre uno spiraglio su risultati straordinari, di lungo respiro e altruistici, rispetto alle motivazioni di breve termine, all’assillo per i risultati trimestrali e all’abbassamento dei costi per via delle economie di scala che hanno contraddistinto l’economia industriale del ventesimo secolo.

Impresa imprenditoriale
La tradizione vuole che nei tessuti dell’impresa vadano iniettate dosi massicce di cultura manageriale. L’imprenditore non può far tutto, va affiancato da dirigenti con la missione di affidare al personale aziendale compiti specifici e, spesso, rigidi. Insomma, l’azienda nasce imprenditoriale e cresce manageriale. Sennonché, è stato proprio uno dei padri fondatori di quella cultura, Peter Drucker, a rammaricarsi che “tanta parte del management consiste nel rendere difficile il lavoro per le persone”. Oggi, è la Drucker Society, società internazionale che analizza nascita e crescita delle imprese, a mettere l’essere umano al centro dello sviluppo aziendale, abbattendo le barriere che le funzioni dirigenziali alzano tra un reparto e l’altro dell’impresa. Protagonista di questo nuovo scenario rinascimentale, l’umanesimo fa rifiorire l’attività imprenditoriale, materia viva e incandescente rispetto alle fredde pratiche dell’azienda burocratica. Quella destinata a crescere è l’impresa che nata da un imprenditore mantiene i caratteri imprenditoriali.
Piuttosto che su esecutori passivi di compiti, l’impresa imprenditoriale punta su co-creatori e intraprenditori. Costoro inseguono idee imprenditoriali apparentemente ridicole e pericolose. Sono i giovani, le nuove leve del lavoro, che avendo fame di novità, aspirano ad agire imprenditorialmente nell’azienda che li occupa. Nutrirà la crescita delle aziende baby la dimensione umana dell’impresa imprenditoriale. La coesistenza e lo scontro tra i diversi talenti rendono quell’impresa un luogo vivace dove il confronto di opinioni opposte apre le porte su opportunità da valorizzare.

piero.formica@gmail.com