Partecipate, De Vincenti: Ora i comuni taglino tasse e migliorino i servizi

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“Mi aspetto che i Comuni usino i risparmi generati dalla riforma per aumentare i servizi ai cittadini e per ridurre le tasse locali”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio de Vincenti, in un’intervista a Il Sole 24 Ore in merito al riordino dei servizi pubblici locali e delle partecipate. I risparmi, spiega, arriveranno “Da quella che considero una grande operazione di politica industriale costruita su tre pilastri”. Il primo è allineare le regole sui servizi pubblici locali “ai principi di concorrenza propri della Ue, rispettando peraltro rigorosamente il risultato referendario del 2011” con “tre forme di affidamento indicate dalla normativa Ue – gare per scelta impresa o per società mista o in house – con la precisazione però che anche l’in house deve rispondere a criteri di efficienza”. Poi “nel caso dei servizi pubblici locali, si consolida l’approccio per ambiti territoriali ottimali non inferiori alla dimensione provinciale” e infine si tagliano le partecipate. 

De Vincenti conferma “l’obiettivo di approdare alla fine del percorso da circa 8mila a 1.000 partecipate. Per cominciare questo percorso, già entro sei mesi le Pa dovranno scrivere un piano straordinario di razionalizzazione e dovranno procedere con le relative alienazioni entro l’anno successivo”. Per quanto riguarda gli esuberi di personale, il Sottosegretario ricorda che “il problema relativo alle Province è ormai in corso di soluzione” mentre per le partecipate “ove sorga una questione simile, si potrà gestire con analoga mobilità verso altre società. Il fatto è che la maggiore efficienza consentirà di sviluppare i servizi, quindi di assorbire eventuali eccedenze”.
I due testi unici della riforma, aggiunge, “sono già stati depositati presso la Conferenza unificata e il Consiglio di Stato che dovranno fornire il parere entro 45 giorni. Poi i testi saranno trasmessi alle commissioni parlamentari che avranno al massimo altri 60 giorni per esprimersi. Ci ripromettiamo dunque di concludere il processo non oltre questi tre mesi e mezzo, possibilmente prima”.