di Angela Milanese
A pochi giorni dal rinnovo dei consigli di amministrazione delle società pubbliche o a partecipazione statale – oltre duecento posizioni comprese quelle di presidenti e amministratori delegati – le trattative tra i partiti si fanno più nervose a causa delle conseguenze della vittoria del No al referendum sulla Giustizia con le dimissioni forzate di importanti membri della maggioranza dai loro incarichi.
L’idea di fondo già espressa dalla premier Giorgia Meloni almeno per quanto riguarda i vertici, tuttavia, sembra destinata a non cambiare: conferma degli Ad e ricambio alle presidenze per rispondere alle due esigenze primarie di garantire stabilità e continuità nella gestione e dare contemporaneamente spazio alle esigenze della politica che chiede di essere rappresentata.
Proprio gli inciampi rilevati negli ultimi giorni impongono criteri di scelta il più possibile improntati alla qualità dei candidati. Laddove si deciderà, il passaggio di consegne dovrà rispettare un profilo alto e di sperimentata competenza anche per accompagnare una fase dell’economia italiana resa più incerta dalle guerre e dal conseguente rincaro delle fonti energetiche.
Non dovrebbero esserci problemi per Claudio Descalzi alla guida dell’Eni e per Flavio Cattaneo al comando di Enel superate le voci di un suo possibile trasferimento a Banca Generali. Anche Matteo Del Fante appare saldo al timone di Poste in tandem con il direttore generale Giuseppe Lasco entrambi impegnati nella complessa operazione dell’assorbimento di Tim.
Passando alle rispettive presidenze, l’ex comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana (Eni) dovrebbe essere sostituito con il suo successore Andrea De Gennaro, Paolo Scaroni (Enel) tenta la carta del rinnovo puntando su solide amicizie in Forza Italia e Fratelli d’Italia, Silvia Rovere (Poste) vive in un sostanziale limbo tra notizie di segno opposto.
Incerta si presenta oggi la posizione di Roberto Cingolani, scienziato di chiara fama, alla testa di Leonardo che in questi tempi di conflitti armati vede crescere la propria funzione strategica. In caso di sostituzione avanza il nome di Pierroberto Folgiero, attualmente alla guida di Fincantieri che mai come prima mostra in questi anni lusinghieri risultati di gestione.
Per gli stessi motivi l’ambasciatore Stefano Pontecorvo è in predicato di lasciare la presidenza a un manager sperimentato come Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia, apprezzato sia in ambienti industriali che finanziari e in ottimi rapporti con le organizzazioni di categoria o a una servitrice dello Stato come Elisabetta Belloni già a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Più sfumata la situazione in Terna dove Giuseppina Di Foggia attende la conferma forte dei risultati finanziari, con il titolo che cresce in Borsa, e della circostanza di essere l’unica donna al vertice di una grande azienda di Stato. In caso di cambio, in prima fila c’è Pasqualino Monti considerato il più brillante dei manager pubblici dopo i successi ai porti di Civitavecchia e Palermo e adesso in Enav dove, se le cose dovessero restare come sono, sarà certamente rinnovato.





































