Pasqua a casa
manca la fiducia

21

L’85% degli italiani, secondo un’indagine di Federalberhi, non approfitterà dei giorni di Pasqua per evadere dalle proprie città e regalarsi una vacanza. Del restante 15 per cento che approfitterà L’85% degli italiani, secondo un’indagine di Federalberhi, non approfitterà dei giorni di Pasqua per evadere dalle proprie città e regalarsi una vacanza. Del restante 15 per cento che approfitterà della sosta per cambiare aria solo la metà, dunque il 7,5 per cento dell’intero campione, si dirigerà verso strutture alberghiere mentre l’altra parte si farà ospitare da amici e parenti o userà abitazioni di proprietà. Anche se alla fine qualcuno di più romperà gli indugi della vigilia e si concederà un viaggio, non cambia il senso della notizia: perfino il popolo più vacanziero del mondo, di regola pronto a sfruttare ogni circostanza d’interruzione dal lavoro per premiarsi con qualche scappatella, si è arreso di fronte all’evidenza che le proprie tasche non apprezzano ancora l’uscita dalla crisi di cui si parla nei talk show televisivi e nei giornali. Certo, l’immissione di liquidità governata dalla Bce di Mario Draghi metterà le banche nella condizione di finanziare imprese e famiglie; certo, il crollo del prezzo del petrolio alleggerirà la nostra bolletta energetica facendoci risparmiare preziosi quattrini; certo, il costo del debito, grazie all’abbassamento dei tassi di rimborso, calerà in modo consistente e peserà molto meno sul nostro debito… Perfino l’ottimismo del governo – sia pure minato da qualche imbarazzante incidente di percorso – dovrebbe di certo incidere sulle attese del paese e condizionare i comportamenti dei cittadini da cui ci si aspetta un ritrovato entusiasmo per far ripartire i consumi e con questi il treno dell’economia. Com’è, allora, che alla prima occasione di svago gli italiani scelgono invece di starsene quasi tutti rincantucciati a casa? La fiducia è una cosa seria, diceva una vecchia e fortunata pubblicità. Per conquistarla occorre molto più che qualche spot. È un bene insostituibile per il buon funzionamento delle società. Ed è il collante ideale tra i partecipanti a qualsiasi consesso. Senza di essa il sospetto vince sempre, anche di fronte alle migliori intenzioni. Per attivarla occorrono molti comportamenti esemplari e riscontri concreti. È così seria, la fiducia, che quando si perde si fa molta fatica a ritrovarla.