Pasqua, Esercito: anche oggi in 7mila per la sicurezza delle città

50

Non si ferma l’attivita’ di vigilanza e presidio dei militari dell’Esercito: anche durante le festivita’ pasquali, in 7mila – tra uomini e donne – sono impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principale aree metropolitane con l’operazione “Strade Sicure”, svolta in concorso alle forze dell’ordine. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Salvatore Farina, incontrando oggi gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia, nell’ambito appunto di “Strade Sicure”, ha espresso gratitudine a tutto il personale della forza armata: “il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi piu’ che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.
Da inizio 2018, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone – 170 delle quali poi fermate, oltre 200 invece quelle denunciate -, 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli. Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti. Un impegno a 360 gradi che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo strumento militare terrestre sia di avanzate capacita’ di combattimento delle unita’ sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilita’: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aves, l’Aviazione dell’Esercito. E poi ci sono anche i circa 4mila militari dell’Esercito schierati all’estero, nell’ambito di missioni internazionali a guida della Nato, dell’Onu o dell’Unione europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree piu’ martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attivita’ nota come Security Force Assistance (SFA). E continua anche in questi giorni l’impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove e’ piu’ consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante e’ la presenza in Somalia e Mali, dove i soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo dove, peraltro, l’Italia dal 2013 e’ a capo della intera missione Nato-Kfor.