Pasqua, i pasticcieri salernitani svelano i segreti della pastiera

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In questi giorni, in alcune case e per le strade, in prossimità delle pasticcerie salernitane, si sente un odore caratteristico, caldo, dolce e fruttato: quello del fior d’arancio, uno degli ingredienti principali della tradizionale pastiera di grano campana che è il dolce più richiesto dai salernitani in questo periodo, come ci confermano gli artigiani della dolcezza, titolari di alcune pasticcerie della nostra città. Remo Mazza, della pasticceria “Romolo” di Corso Garibaldi, ci ha raccontato com’è nato, secondo la leggenda, questo antico dolce:” Si fa risalire la nascita della “pastiera” alla mitologica storia della sirena Partenope che allietava con il suo canto le genti felici del Golfo di Napoli che, per riconoscenza, gli offrirono come dono alcuni ingredienti: la farina, simbolo di forza e ricchezza; la ricotta, omaggio dei pastori, simbolo dell’abbondanza; le uova, simbolo della vita che si rinnova; il grano tenero, bollito nel latte, simbiosi dei due regni della natura; l’acqua dei fiori d’arancio, simbolo dei profumi della terra; le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani; infine il miele, per simboleggiare l’ineguagliabile dolcezza del canto di Partenope profuso in cielo, in terra e in tutto l’universo. La Sirena, felice per tanti doni, s’inabissò per far ritorno alla sua dimora dove depose le preziose offerte ai piedi degli Dei i quali, inebriati dal soave canto della sirena, mescolarono con divina arte tutti gli ingredienti, trasformandoli nella “Pastiera” che superava in dolcezza e soavità il canto stesso di Partenope. Si racconta anche che le mogli dei pescatori delle nostre zone, preparassero questo dolce il giorno prima del ritorno dei loro mariti dal mare, quindi: pasta di ieri-pastiera. Il decoro che si realizza con le strisce di pasta frolla sulla pastiera, richiama appunto la rete dei pescatori.

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