Pasti mal conservati e violazioni contrattuali, bufera sul servizio di mensa ai degenti del Cardarelli

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In foto l'ospedale Cardarelli

Pietanze senza le etichettature di legge, mal conservate e servite senza rispettare le disposizioni contrattuali e delle normative comunitarie. Sono solo alcune delle violazioni segnalate da degenti e sindacalisti dell’ospedale Cardarelli di Napoli, che rischia di trovarsi al centro di un nuovo scandalo. Sotto accusa c’è l’azienda che ha vinto l’appalto per la preparazione e la somministrazione dei pasti ai degenti, la Serenissima Ristoriazione spa di Vicenza. I problemi sono ampiamente noti alla direzione del nosocomio napoletano che, però, quando nelle scorse settimane è stata interpellata sull’argomento ha minimizzato e promesso che sarebbero stati adottati i provvedimenti del caso. Ma nulla è successo. Già il 24 ottobre scorso presso la bacheca sindacale aziendale del Cardarelli vengono evidenziati i primi problemi. Su tutti l’utilizzo, da parte della Serenissima Ristorazione, di personale in forza all’ospedale, pagato con soldi pubblici, per effettuare il servizio di consegna al letto dei pasti prenotati dai pazienti. Un’attività che, come si legge nel contratto stipulato tra la ditta veneta e la So.Re.Sa., deve essere effettuata da dipendenti dell’operatore privato. Ma le violazioni più gravi, stando sempre alle segnalazioni effettuate presso il Cardarelli e raccolte anche dal Denaro, riguardano le modalità di preparazione e distribuzione dei pasti. Non risultato rispettate le disposizioni sull’etichettatura come da regolamento dell’Unione Europea numero 1169 del 2011, le colazioni non sono servite con carrelli modello Burlodge Breakfast, come previsto dall’accordo, e tutto il materiale utilizzato non è biodegradabile come invece espressamente disposto dalle leggi vigenti. Non solo. Al posto dei vassoi personalizzati la Serenissima Ristorazione utilizza vaschette termosigillate in plastica e, cosa ancora più grave, non c’è traccia dell’utilizzo dei vassoi termorefrigerati, che hanno la funzione di mantenere i cibi alle giuste temperature. Al loro posto la società veneta utilizza carrelli a due ripiani sormontati da contenitori in polistirolo all’interno dei quali sono sistemati i pasti da consegnare ai degenti. Sempre secondo le segnalazioni di cui la direzione generale è a conoscenza addirittura la prevista bottiglia d’acqua che accompagna ogni singolo pasto, e che è prevista per contratto, non è stata consegnata ai pazienti. Una serie di violazioni che potrebbero anche essere oggetto di una reprimenda in capo ai responsabili del servizio se non fosse per il fatto che la Serenissima Ristorazione ha promesso di effettuare il servizio a regola d’arte e secondo speficiche disposizioni contrattuali a fronte di un costo ridottissimo e giudicato, da aziende dello stesso settore interpellate in merito, quantomeno anomalo. La palla, adesso, passa alla direzione generale del Cardarelli, chiamata dagli stessi dipendenti a intervenire e ad evitare che la sanità campana sia trascinata in un nuovo scadalo.