Patrimonio culturale, un modello di cooperazione: a Washington Italia e Usa celebrano 25 anni di intesa

46

L’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci ha ospitato martedì 20 gennaio a Villa Firenze, sede dell’ambasciata italiana a Washington, l’evento “Custodians of Culture” per celebrare il 25° anniversario del Memorandum di intesa tra Italia e Stati Uniti sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico dall’Italia. L’iniziativa è stata caratterizzata da una cerimonia di rimpatrio e da un dibattito di alto livello sulla tutela del patrimonio culturale.

La ricorrenza fa seguito alla firma, avvenuta a Roma il 5 dicembre 2025, del rinnovo del Memorandum da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli e dell’under secretary per la diplomazia pubblica Sarah B. Rogers. Sottoscritto per la prima volta nel 2000, l’accordo è diventato nel tempo un pilastro degli sforzi internazionali contro il traffico illecito di beni culturali.

Aprendo la serata, l’ambasciatore Peronaci ha sottolineato il valore che va oltre l’aspetto normativo dell’intesa:
“Quest’anno ricorre il 25° anniversario di questo accordo tra Italia e Stati Uniti, firmato per la prima volta nel 2000 e diventato un modello nell’ultimo quarto di secolo. Non riguarda solo la regolamentazione, ma i valori: ribadisce che il patrimonio culturale non è una merce, bensì un’eredità condivisa da proteggere da traffici illeciti e sfruttamento”.
Peronaci ha inoltre ricordato che, grazie alla cooperazione bilaterale, oltre 5.000 reperti sono stati recuperati e restituiti all’Italia.

Darren Beattie, senior bureau official per gli affari educativi e culturali del Dipartimento di Stato americano, ha evidenziato come la protezione del patrimonio culturale significhi “salvaguardare identità, memoria e tradizioni, oltre alle basi stesse della civiltà, per le generazioni future”, sottolineando il lavoro congiunto portato avanti per oltre 25 anni con le autorità italiane.

Sull’importanza della cooperazione bilaterale sono intervenuti anche Charles Wall, vicedirettore dell’Immigration and Customs Enforcement, e Scott Schelble, vicedirettore aggiunto della divisione operazioni internazionali dell’Fbi. A seguire, il generale Antonio Petti, comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha richiamato la competenza specialistica maturata dall’Italia nella protezione dei beni culturali.

La serata è proseguita con una cerimonia di restituzione all’Italia di opere d’arte confiscate, alcune delle quali esposte in una piccola ma significativa mostra allestita a Villa Firenze: una testimonianza concreta dei risultati ottenibili attraverso la cooperazione internazionale.

Dopo la cerimonia, Channah Norman, avvocato specializzato in arte e musei, ha moderato una conversazione con Deborah Lehr, fondatrice dell’Antiquities Coalition e ceo del Meridian International Center, e Chase F. Robinson, direttore del National Museum of Asian Art dello Smithsonian. Il panel ha affrontato temi quali le strategie transnazionali di tutela del patrimonio, gli approcci investigativi e legali, la ricerca sulla provenienza dei reperti museali e il ruolo crescente della tecnologia nel promuovere trasparenza e responsabilità.

L’evento si è concluso con una visita alla mostra delle opere confiscate, celebrando un quarto di secolo di cooperazione italo-americana e riaffermando l’impegno condiviso dei due Paesi nella salvaguardia del patrimonio culturale come bene comune.

La serata ha inoltre inaugurato “Villa Firenze Talks”, una nuova serie ospitata presso la Residenza dell’ambasciatore d’Italia, pensata per riunire decisori politici, esperti, accademici e leader di settore e rafforzare il dialogo transatlantico su temi che spaziano dalla geopolitica alla sicurezza, dall’innovazione alle tecnologie emergenti, fino al patrimonio culturale.