Patto per la salute, Caldoro:
La vera scommessa? Un nuovo Welfare

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Un nuovo Welfare in Italia, è quanto auspica il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Il governatore è intervenuto oggi pomeriggio presso l’Hotel Excelsior di Un nuovo Welfare in Italia, è quanto auspica il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Il governatore è intervenuto oggi pomeriggio presso l’Hotel Excelsior di Napoli al convegno “Il Patto della Salute: tra sostenibilità e garanzie per i cittadini”, organizzato dal Denaro con il patrocinio della Regione Campania. Al tavolo anche Raffaele Calabrò, capogruppo Ncd in Commissione Affari Sociali, Monsignor Andrea Manto, direttore del Centro per la pastorale sanitaria del Vicariato di Roma, Francesco Saverio Menniti, della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ettore Cinque, sub commissario Sanità della Regione Campania, Pietro Barbieri, responsabile sistema Qualità Azienda Ospedaliera Melegnano, Maria Triassi, direttore del Master di II livello in management sanitario dell’Università Federico II, Mario Morlacco, sub commissario Sanità della Regione Campania, Ernesto Esposito, direttore generale della Asl Napoli 1, Simona Creazzola, consiglio direttivo nazionale Sifo, moderati da Alfonso Ruffo, direttore del Denaro. Il patto per la salute Il primo a prendere la parola è stato Calabrò, consigliere di Caldoro per la Sanità, che ha spiegato la logica alla base del patto della salute: “Il nuovo patto rappresenta il momento fondante del nuovo sistema sanitario. Nel Sud abbiamo sofferto quello che c’era scritto nel patto degli ultimi anni. Tanti paletti che hanno ridotto gli sprechi ma anche prodotto problemi nella fase assistenziale”. Calabrò, che ha sottolineato la necessità per il Sud di non subire nuove decurtazioni, ha continuato: “La sfida ora è coniugare sostenibilità con l’assistenza. Significativo è il fatto che il nuovo patto veda al primo posto il ministero della Salute. Ma ci sarà un svolta se come dice il patto tutti i risparmi prodotti dal tagli degli sprechi rimarranno nelle singole regioni e si investirà qui in termini infrastrutturali in difficoltà. Non esiste una trasformazione senza possibilità di investimenti”. Calabrò ha concluso esprimendo “preoccupazione” sul campo della formazione dei giovani che nel patto della Salute deve essere meglio regolato. Sanità al centro delle riforme A prendere la parola, subito dopo, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: “Patto della salute non solo come budget ma come strategia di ciò che vogliamo mettere in campo. Sul budget non abbiamo certezza. Avevamo assunto degli impegni che poi sono venuti meno. Abbiamo registrato tagli dal governo per quattro miliardi di euro che incidono inevitabilmente sulla sanità. Una sanità la cui qualità è riconosciuta dai dati a livello europeo. Abbiamo dimostrato disponibilità a valutare le priorità col governo ma non si può venire meno ad un accordo. La vera scommessa è ripensare ad un nuovo sistema di welfare. E non basta dire: facciamo meno Asl e meno primari perché sono cifre che non incidono sulla spesa. Dobbiamo guardare con attenzione al rapporto pubblico-privato e rafforzarlo”. Il governatore ha segnalato anche un problema di omogeneità tra i territori in ambito nazionale auspicando “un ridimensionamento delle Regioni su scala più ampia”, le “macroregioni”. Si è poi soffermato sui criteri che sono alla base del riparto dei fondi. Uno di questi “particolarmente penalizzante” per la Regione è quello dei numero dei dipendenti che nella nostra regione è minore rispetto al numero di abitanti. “Siamo in una stagione di riforme – ha concluso – la Sanità non può rimanerne fuori”.