Patto per Napoli, Jannotti Pecci condivide l’appello di Manfredi: Deficit ingestibile, intervenga il Governo

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In foto Costanzo Jannotti Pecci

Il problema del deficit dei Comuni è oggettivamente un problema non solo di Napoli, ma sicuramente quello del capoluogo partenopeo richiede un intervento fondamentale a stretto giro. Quanto scritto ieri dal professore Gaetano Manfredi è ineccepibile”: così all’agenzia LaPresse, Costanzo Jannotti Pecci, ex presidente di Confindustria Campania ed ex componente della giunta nazionale degli industriali. Nel 2008 il presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. L’industriale napoletano commenta la possibilità che il governo intervenga per costituire un Patto per Napoli, appello lanciato ieri dal candidato in pectore a sindaco del centrosinistra Gaetano Manfredi, subito accolto dalle forze parlamentari di Pd e M5S. “Non ci dimentichiamo – spiega Jannotti Pecci – quando nel 1993 Antonio Bassolino divenne sindaco di Napoli. All’epoca fece leva sulla dichiarazione di dissesto del Comune, che è come quando uno riparte con una società libera dai debiti. Il problema oggi è dello Stato non più del Comune. Bisogna però porsi una domanda – rimarca l’industriale napoletano -. È possibile che questi enti pubblici, in Comuni in particolare del Mezzogiorno continuino ad accumulare debiti impressionanti senza che la qualità dei servizi territoriali migliori? Oltre a trovare un modo per girare pagina dal punto di vista finanziario bisognerà anche impedire che queste amministrazioni spesso attente a problemi inesistenti e non alle vere esigenze della comunità cittadina facciano un uso di risorse finanziarie quanto meno discutibile”. “C’è una incapacità di gestire un patrimonio di dimensioni smisurate che in questi anni non è stato oggetto di soluzioni o avanzamenti” conclude Jannotti Pecci.

De Magistris: La lettera dell’ex ministro? Finalmente hanno capito cosa significa stare a Palazzo San Giacomo

“La lettera di Manfredi? Finalmente hanno capito cosa significa amministrare Napoli”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, interpellato sulla scelta di Gaetano Manfredi di declinare l’invito a candidarsi a sindaco per lo schieramento composto da Pd, Movimento 5 Stelle e altre forze di centrosinistra, espressa con una lettera nella quale l’ex ministro attribuisce le ragioni della scelta alle condizioni finanziarie dell’ente. De Magistris fa “una precisazione” e spiega: “La situazione è diventata drammatica non per responsabilità di questa amministrazione, che ha chiuso l’ultimo suo bilancio nell’autunno 2020 e adesso siamo in proroga. Una sentenza della Corte Costituzionale, che noi sindaci d’Italia non condividiamo per nulla, ha bocciato un provvedimento del Governo, non qualcosa dei Comuni”. “Era un provvedimento giusto che consentiva ai Comuni che hanno un debito storico, tra cui Napoli ma anche altre centinaia di Comuni, di spalmarlo in 30 anni invece che in 3 o addirittura in 1 anno per chi come noi va a votare adesso. Poi 1,5 miliardi di tagli dei governi, compreso quello del partito a cui fa riferimento in qualche modo Manfredi, leggi che hanno soffocato i Comuni. Adesso mi fa piacere che tutti, Roberto Fico, Manfredi, si stiano rendendo conto di cosa è significato amministrare questa città senza soldi, con un debito ingiusto ereditato, e nonostante questo la lasciamo molto più sicura di quello che si pensa: tutte le aziende partecipate salvate e fortificate, assunzioni, stabilizzazioni di migliaia di lavoratori, non un licenziamento, non una privatizzazione di un servizio essenziale. Stanno capendo cosa significa amministrare Napoli: ci vuole coraggio, ma il coraggio si sa, non si compra al mercato”.