Patto tra big dei container, niente via libera dalla Cina

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Il mercato internazionale del commercio marittimo è di nuovo terreno di caccia per i grandi gruppi dopo lo scioglimento dell’alleanza tra Cma Cgm, Maersk e Msc. Tre operatori che, insieme, detengono Il mercato internazionale del commercio marittimo è di nuovo terreno di caccia per i grandi gruppi dopo lo scioglimento dell’alleanza tra Cma Cgm, Maersk e Msc. Tre operatori che, insieme, detengono il 38 per cento del traffico di container a livello mondiale. La chiusura di un’esperienza concepita per ottenere il controllo del settore a livello internazionale arriva dopo che il ministero del Commercio cinese nega, all’alleanza denominata P3, il permesso di operare nel mercato del Celeste Impero. Una decisione maturata in seguito alla valutazione delle norme locali in merito alle concentrazioni aziendali. In parole semplici la Cina teme che l’alleanza possa diventare monopolio e distorcere così il regolare andamento degli affari. Le tre compagnie impegnate, una delle quali fa capo alla famiglia sorrentina degli Aponte, si limitano a osservare che, a questo punto, “il progetto P3 si ferma”. Cma, Maersk e Msc si dicono inoltre “rammaricati per l’impossibilità di garantire alla clientela un servizio migliore e più efficiente”. Nata il 18 giugno del 2013, l’alleanza P3 nel giro di un anno ottiene l’autorizzazione ad operare sia dalla Commissione Europea che dalla Federal Maritime Commission degli Stati Uniti d’America. In Italia vengono individuati cinque scali di riferimento, Napoli è l’unico del Mezzogiorno. Le prime avvisaglie di problemi con il mercato dell’Est, all’appello infatti manca anche l’autorizzazione da parte del Governo della Corea del Sud, arrivano nel 2011 quando i cinesi negano l’ingresso nel porto di Dalian della “Vale Brasil”, la più grande portarinfuse del mondo con le sue 400mila tonnellate di portata. Alla richiesta di spiegazioni i brasiliani vengono a sapere che l’operazione è bloccata a causa dell’intervento dei principali armatori locali, interessati evidentemente a mantenere inalterato lo status quo. Lo stesso problema potrebbe essere alla base, adesso, del mancaro nulla osta alle compagnie Cma, Maersk e Msc. Chiusa, almeno per il momento, l’esperienza della P3 i gruppi interessati cercano nuovi partner in giro per il mondo. E devono difendere, a questo punto, quel 38 per cento del mercato che rischia di finire nelle mani degli altri operatori. In attesa di novità dal fronte della P3 l’alleanza più forte in circolazione diventa il G6 (19 per cento del mercato) che comprende Apl, Hapag Lloyd, Hyundai, Moi, Nyk e Oocl. Un gradino più in basso, con il 18 per cento del traffico, ecco Ckyhe di Cosco, Evergreen, Hanjin, Hyundai, Yang Ming e K-Line. Completano il quadro le alleanze Green Alliance (16 per cento del mercato), con Cosco, Evergreen, Hyundai, Yang Ming e K-Line, Cosco insieme a China Shipping (8 per cento) e Csav insieme a Hapag Lloyd (6 per cento).