Paura e smog a Bagnoli, l’imprenditore Ditto chiede chiarezza sulla salute a Bagnoli

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in foto Enrico Ditto

“Oltre ogni sterile polemica, oltre ogni graffito offensivo, oltre ogni lettura politica della protesta, sento il dovere di chiedere al sindaco Gaetano Manfredi, da cittadino, imprenditore e soprattutto da padre, se oggi esiste un problema di salute per chi vive o frequenta Bagnoli e le aree immediatamente vicine”.

Lo afferma Enrico Ditto, imprenditore napoletano attivo nel settore turistico, intervenendo nel dibattito sulle recenti preoccupazioni ambientali nell’area occidentale della città.

“Le risse social le lasciamo ad altri. Io chiedo al primo cittadino, che è il primo responsabile della salute pubblica, di rispondere a una domanda che non nasce solo dalla piazza, ma che viene posta da settimane da tanti cittadini: quello che abbiamo respirato nell’ultimo mese rappresenta un rischio per i nostri polmoni e per quelli dei nostri figli?”.

Ditto incalza: “Se c’era qualcosa che si poteva prevedere e non si è fatto, chi se ne assume la responsabilità? E oggi, quali strumenti mettiamo in campo per tutelare la popolazione? Screening continui? Monitoraggi costanti?”.

L’imprenditore torna poi su un punto che considera centrale: la paura dei cittadini, a suo dire troppo spesso sminuita.
“Ho sentito toni canzonatori da più parti nei confronti di persone spaventate, con risposte che oscillavano tra lo scaricabarile e la minimizzazione delle preoccupazioni. Non posso dimenticare che, mentre ero terrorizzato all’idea che mia figlia potesse respirare veleni andando semplicemente a scuola, leggevo dichiarazioni surreali su come la colmata fosse un ‘totem ideologico’, come se gli ultimi cento anni di storia di Bagnoli ce li fossimo inventati”.

Il rispetto per il cittadino, per l’elettore, è un punto su cui non transigo”, ribadisce Ditto. “Se in tanti, come me, non hanno idea di cosa significhi respirare a Coroglio mentre le centraline Arpac segnalavano superamenti dei limiti per oltre sei volte il massimo consentito, allora l’amministrazione ha il dovere di rispondere in modo chiaro, diretto e restando sul punto”.

Secondo l’imprenditore, invece, “la sensazione diffusa è quella di uno sparigliamento continuo delle carte, dal quale emerge una sola certezza, altrettanto disturbante: che si debba andare avanti sempre e comunque. Una direzione ostinata che finisce solo per spaventare i cittadini e allontanarli sempre di più dalle istituzioni”.