Paura per Rafah, aumentano pressioni per un “cessate il fuoco” a Gaza

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Anche Italia trova posizione comune grazie ad accordo Meloni-Schlein

Milano, 14 feb. (askanews) – Un cessate il fuoco reale e in tempi rapidi. È la richiesta sempre più pressante che arriva dalla comunità internazionale per il Medioriente, per salvare i palestinesi sotto le bombe da 4 mesi, per riportare vivi gli ostaggi israeliani a casa.La speranza ora è appesa ai colloqui al Cairo, ad aumentare l’urgenza la possibilità di attacchi israeliani via terra nel sud, a Rafah, che continua comunque ad essere sotto il fuoco dei bombardamenti da settimane. Un’ulteriore intensificarsi dell’offensiva israeliana sarebbe una “catastrofe insondabile” secondo l’Oms, “un massacro” secondo l’Onu.Le pressioni perché si trovi al più presto un accordo, basato sulla liberazione di ostaggi israeliani in cambio di detenuti palestinesi, arrivano dall’Onu, dagli Stati Uniti, sempre più critici nei confronti dell’alleato: Biden ha detto che la risposta di Israele agli attacchi di Hamas è stata esagerata e ora aprirà una inchiesta per verificare se le loro armi sono state usate impropriamente da Israele per uccidere i civili e se è stato usato fosforo in Libano. Lo stesso presidente palestinese Abu Mazen ha chiesto ad Hamas di concludere l’accordo rapidamente.La richiesta di un cessate il fuoco è diventata anche la posizione comune e unanime del Parlamento italiano. Lo è dopo l’accordo trovato fra le due leader di governo, la premier Giorgia Meloni, e d’opposizione, la segretaria Pd Elly Schlein. I colloqui telefonici si sono tradotti in atti concreti in Aula alla Camera, dove la maggioranza si è astenuta su una mozione Pd sul cessate il fuoco permettendone l’approvazione.