PD, al via le primarie. Sanità in forte crisi

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Come si suol dire l’Epifania tutte le feste porta via. Finita l’ubriacatura delle festività che hanno dato una pausa agli affanni quotidiani, si torna a fare i conti con la realtà.
Sul fronte politico il Pd ha fissato la data per le primarie a cui contribuiranno le forze del centrosinistra : il 6 marzo la consultazione.
Si cerca ancora nella cosiddetta società civile ma ogni giorno che passa ci si rende conto che alla fine i papabili saranno tutti politici di breve, medio e lungo percorso.
Lancia in resta è già partito Antonio Bassolino per la raccolta di firme, i socialisti propongono l’oncologo del Pascale Antonio Marfella, i Verdi puntano sul pizzaiolo Gino Sorbillo. Potrebbe scendere in campo anche il deputato di Scelta Civica Giovanni Palladino, mentre Italia dei Valori deve prima cangiarsi dalla giunta De Magistris con le dimissioni dell’assessore Caterina Pace e poi potrà indicare un suo esponente per la corsa.
Siamo solo alle prime battute però. Probabilmente dagli stessi Democrat verranno fuori altri candidati essendo noto che il rientro di Bassolino ha creato molti mal di pancia nella dirigenza del partito.
Nulla di nuovo sotto il sole delle altre forze politiche. Il centrodestra punta su Gianni Lettieri, l’arancione sbiadito Gigino è in piena campagna per la riconferma, i Pentastellati hanno problemi seri con la vicenda di Quarto e le lotte interne allo stesso movimento.
Restano in attesa i deputati Democrat Leonardo Impegno e Gennaro Migliore pronti a buttarsi nell’agone qualora ve ne saranno le condizioni: cioè concorrere per vincere.
E mentre il teatrino della politica prosegue nelle sue rappresentazioni emerge sempre più forte il problema della Sanità in Campania.
A forza di tagli e controtagli la funzionalità e l’efficienza delle strutture ospedaliere perdono colpi al punto tale da far rischiare la vita ai cittadini.
Diversi gli episodi di cui la cronaca ha dovuto occuparsi in questi giorni per la morte di ammalati causati dalla malasanità.
Macchinari che non funzionano per mancanza di manutenzione o perché obsoleti, personale sanitario stremato da turni non sostenibili e mancanza di personale, lunghe liste di attesa per interventi urgenti che diventano sempre più lunghe. Il tutto in un sistema che è per lo più commissariato per cui non si può fare alcuna programmazione per la precarietà dei vertici della quasi totalità delle strutture sia ospedaliere che delle Asl.
Non sarebbe il caso di porre la parola fine all’incertezza e dotare il comparto di una classe manageriale che avrebbe davanti a se un tempo certo per riorganizzare e porre rimedio alle falle odierne?