Pd, Bettini al Manifesto: Manfredi sia federatore del centro

in foto Gaetano Manfredi

“È stato giusto fare l’iniziativa di Napoli. L’unità delle forze fondamentali del centrosinistra va ulteriormente consolidata. Al di la’ di qualche difficolta’ organizzativa e forse di una sottovalutazione di proteste prevedibili, il risultato politico c’è stato e resta. Da ora in poi si deve lavorare su un programma concreto”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del PD e direttore della rivista ‘Rinascita’, si esprime sulle prospettive del centrosinistra in un’intervista rilasciata al Manifesto. “Non solo Renzi a sinistra è stato suggestionato dal liberismo. Se, tuttavia, nel momento dell’unità, riapriamo le ferite del passato, non ne veniamo fuori. E non siamo credibili nell’allarme democratico contro la Meloni. Oggi servono tutti. Va siglato un patto solenne di lealta’. I nostri principi di fondo non possono che essere: la pace e la riduzione drastica delle distanze sociali”. Oltre a Renzi al centro si muovono molte realtà che oggi non hanno trovato una sintesi? “Sì. E menomale. C’è un risveglio nell’insieme dell’area democratica. E sarebbe bello se una personalità autorevole, come il grande sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, fosse il garante di questa unità”. Bettini torna anche sulle parole di Giuseppe Conte sulla Russia, sostenendo che la “generale riconversione economica e produttiva è drogata dall’annuncio di un pericolo imminente di invasione dell’Europa, da parte della Russia. Ingigantire tale pericolo, scoraggia oggettivamente una via negoziale”.