Pd Napoli, al via il tesseramento, no all’aumento del contributo

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In foto Massimo Costa, segretario dem di Napoli e provincia

“Abbiamo lavorato intensamente nelle ultime settimane e siamo pronti, la prossima settimana riapriremo il tesseramento a Napoli e provincia, mantenendo la quota 16 euro per sottoscrivere la tessera del Pd”. Lo afferma all’Ansa Massimo Costa, segretario dem di Napoli e provincia, annunciando l’avvio del tesseramento 2018 su cui Napoli era in ritardo, visto che in molte zone d’Italia è già avviato da tempo. A stimolarne l’avvio era stata anche la segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione chiedendo massima trasparenza nella sottoscrizione delle tessere. L’iscrizione al Pd negli ultimi anni aveva suscitato scandali e polemiche, con accuse di acquisto di pacchetti di tessere e di iscrizione di immigrati inconsapevoli.
“Saremo rigorosi – spiega Costa – per questo il nostro responsabile tesseramento Marco Marotta ha preparato in modo attento la campagna in collegamento con il Pd regionale e con il responsabile nazionale Andrea Rossi. Ci sarà un forte controllo nei circoli e da parte della commissione di garanzia”. Il tesseramento servirà anche a dare ossigeno alle casse del partito: fino al 14 marzo il Pd di Napoli e provincia poteva contare sul contributo mensile di 15 deputati e 4 senatori che versano circa 1000 euro che vengono divisi tra il partito regionale e quello provinciale. Ora la pattuglia è crollata a quattro, con un tonfo dei contributi.
“Le difficoltà ci sono – spiega Costa – e infatti siamo in fase di approvazione dei bilanci provinciali 2016 e 2017. Dallo scorso anno c’era un attivo di circa 35.000 euro che però sono praticamente finiti nei primi sei mesi di quest’anno per pagare i quattro dipendenti, l’affitto della sede di via Toledo, che costa circa 1700 euro al mese, oltre al finanziamento delle iniziative politiche. Dal tesseramento arriveranno contributi, certo, ma io sono dell’idea di non alzare la quota che pure in diverse città d’Italia miei colleghi stanno aumentando”.
Il primo esempio è quello di Roma, dove la quota è salita a 30 euro a tessera, anche per frenare chi intende “finanziare” la sottoscrizione da parte dei propri fedelissimi, per avere più peso nel partito: “Vogliamo avere solo iscitti veri – spiega Costa – non che inseguano pezzi di potere ma che vogliano impegnarsi. Il tesseramento si farà nei circoli, poi vedremo anche se organizzare dei gazebo a Napoli”.