Pd spaccato, rinviata decisione su segretario

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Roma, 19 mag. (Adnkronos) – Pd spaccato su fronti contrapposti all’Assemblea nazionale all’Ergife. A maggioranza (397 a 221) è passata la proposta del fronte renziano di rinviare le decisioni su assetti interni Pd e quindi sul congresso a una nuova assemblea che si terrà nelle prossime settimane. Le proporzioni sono circa 58% per la proposta dei renziani contro il 42% del ‘correntone’ pro-Martina che chiedeva l’elezione oggi a segretario in assemblea di Maurizio Martina, appunto, fino al congresso da tenersi entro l’anno.

A questo punto, Martina resta reggente del Pd dopo le dimissioni da segretario di Matteo Renzi, dimissioni che l’assemblea oggi avrebbe dovuto formalizzare e quindi decidere il percorso da seguire. Se ne parlerà più in là, non prima dei ballottaggi delle amministrative.

Si sono sentiti fischi e ‘buuuu’ in platea quando il presidente Matteo Orfini ha annunciato l’intenzione di mettere in votazione il rinvio dell’ordine del giorno della riunione, convocata per eleggere un nuovo segretario. L’area nel Pd che fa riferimento alle posizioni di Martina fa notare: “E’ finita l’era Renzi nel Pd”. “La premessa del voto è stata la formalizzazione in Assemblea delle dimissioni, definite ‘irrevocabili’ dal presidente Orfini, di Renzi da segretario”, si sottolinea.

Parlando all’assemblea dl Pd, Martina ha detto: “Noi dovremmo cercare di scatenare una competizione di idee tra noi senza precipitare nella logica asfissiante del ‘chi sta con chi’, proviamo a farlo senza precipitare in alcune logiche che hanno compresso la nostra capacità di lavorare sui progetti e le idee. Questo salto di qualità riguarda tutti, io non ho voglio addossare responsabilità ma serve chiarezza tra noi”.

“Chiedo di poter lavorare insieme a voi – ha poi aggiunto – per poter portare in maniera ordinata e forte il Pd a quell’appuntamento” quello del congresso, “senza la fatica dei detti e non detti anche tra di noi. Non ho l’arroganza di pensare di fare da solo questo lavoro. So che questo mestiere nella transizione si fa così. Ma se tocca a me, anche se sono poche settimane, tocca a me con tutti voi”. Al termine dell’intervento del reggente dalla platea dell’Assemblea del Pd si è levato il coro ‘segretario, segretario’.

Andrea Orlando ha votato no. “Io non sono stato d’accordo con il rinvio dell’odg dell’Assemblea, si doveva dare un segnale formale, noi eravamo per eleggere subito un nuovo segretario”, ha spiegato. Per il ministro della Giustizia, “ora dobbiamo lavorare perché la figura del reggente sia messa nelle condizioni di lavorare, ora abbiamo bisogno di un Congresso vero, senza reticenze, che riposizioni il Pd a apra una fase politica nuova”.