Pd, verso la festa regionale. Cresce l’area dei malpancisti

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De Luca ha vinto, viva De Luca. Alla vigilia della sua festa regionale il Pd vive giorni di fibrillazione e di dibattito interno. Sul tavolo della discussione c’è senza dubbio un argomento spinosissimo, quella della scelta del prossimo candidato sindaco di Napoli (a proposito si dice che l’eurodeputato Andrea Cozzolino sia pronto a offrire la sua disponibilità mentre il presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri ha già lanciato l’idea di un movimento civico) ma anche quello dei nodi irrisolti di Palazzo Santa Lucia. Dopo il successo alle urne, la formazione di una giunta quasi esclusivamente tecnica, i primi provvedimenti e le prime nomine, il neo governatore della Campania sembra essere divenuto il vero dominus del Pd campano. Sconfitti anche i più riottosi sull’altare della Severino grazie ai giudizi favorevoli del Tribunale di Napoli, Vincenzo De Luca in due mesi ha mosso fili, posizionato pedine, dettato l’agenda politica alla sua coalizione. Ha potuto farlo avendo dalla sua parte un consenso sui territori crescente quanto almeno i mal di pancia covati nella cerchia dei suoi più stretti sostenitori di partito. Già, perché proprio la formazione di quell’esecutivo così poco politico, così bellamente rosa, in cui spicca come unica figura di partito un deluchiano, anzi il più deluchiano di tutti, quel Fulvio Bonavitacola chiamato a essere per lo stesso De Luca garanzia di prosecuzione di indirizzo programmatico anche nell’ipotesi della sospensione, ha lasciato musi lunghi all’interno del Pd. E quasi come un paradosso, ad essere rimasti più delusi sono proprio quelli che maggiormente si sono spesi per il successo dello sceriffo. A ben vedere, infatti, la minoranza, quella che si raccoglie intorno al gruppo dei dalemiani del sottosegretario Umberto del Basso de Caro, e dei Giovani turchi di Cozzolino, con l’insediamento del nuovo parlamentino si è ritrovata a rivestire ruoli di maggiore prestigio istituzionale rispetto a quella che potrebbe chiamarsi la maggioranza deluchiana. Ne è prova l’elezione a presidente del consiglio regionale di Rosetta D’Amelio, una ex bassoliniana dell’Alta Irpinia, che ha trovato il gradimento tanto dei suoi colleghi di partito quanto dello scomodo alleato demitiano. Forse proprio questo mix di esperienza e saggezza politica le è valsa la conferma sullo scranno più alto dell’assemblea (era stata proprio lei ad aprire la legislatura da consigliere più anziano). Come lei sorridono oggi le ex consigliere regionali non rielette Angela Cortese, chiamata da De Luca come consulente politico per il settore scuola e Giulia Abbate, nominata nel Cda della Soresa. E lo stesso potrebbe dirsi a breve per un altro rappresentante di un’area inizialmente ostile a De Luca, Gino Cimmino dei Bersaniani (ne fa parte anche la deputata Luisa Bossa), che molti già vedono negli uffici di diretta collaborazione del presidente della Giunta per occuparsi dei rapporti col Consiglio regionale relativamente alle istanze dei cittadini, delle associazioni, dei settori produttivi e organismi di categoria. Anche lui è un candidato non eletto alle ultime regionali ma questa è un’altra storia. Per tornare alla D’Amelio occorre ricordare per lo stesso ruolo si era fatto, prima del suo, anche il nome del giovane Mario Casillo, colui che, insieme al padre Franco, è stato tra i principali sponsor di De Luca a Napoli. Proprio il suo gruppo è quello che alla luce dei risultati delle amministrative si sente di poter avanzare, per così dire, le maggiori pretese. E Casillo jr sicuramente sarebbe diventato presidente se non fosse stato lui stesso a far capire di voler fare altro, dove per “altro” deve intendesi responsabilità di governo più che di rappresentanza istituzionale. Lo stesso ruolo di capogruppo, che si è guadagnato, si potrebbe dire, non per nomina del neo governatore ma grazie al successo elettorale, gli sta un po’ stretto. Il sodalizio, da lui siglato, con l’ex consigliere regionale Tonino Amato e l’ex consigliere comunale Ciro Fiola è stato sicuramente quello vincente, ha portato all’elezione dei tre figli d’arte, Mario, come detto, ma anche Enza Amato e Bruna Fiola, ed ora attende di passare all’incasso. Come rimane alla finestra Lello Topo, altro deluso di questo periodo postelettorale. La sua area, quella dei popolari, dopo il tentativo di candidatura unitaria di Enzo Cuomo, aveva dirottato le sue preferenze su De Luca. Chiaro quindi aspettarsi dal governatore qualcosina in cambio dopo il voto. Per uscir fuori dai confini del Pd, lo stesso attende De Mita, che ha stretto col governatore un patto elettorale. Ecco perché all’isola F13 del centro direzionale di Napoli, sede del consiglio regionale, ritengono che la formazione della giunta non sia ancora completata. Del resto i numeri parlano chiaro. Gli assessori nominati fino ad oggi sono otto. Mancherebbero due caselle da riempire e soprattutto due settori importanti da governare, quello dei Trasporti e quello della Sanità. Sul primo fronte De Luca ha già fatto una nomina importante, quella di un suo fedelissimo, Umberto De Gregorio, a presidente dell’Eav, ma si attende ora un responsabile di settore. Sul secondo c’è l’incognita dell’arrivo del nuovo commissario, che stopperebbe la designazione di un assessore nonostante le nomine rimangano di compentenza della giunta. Il tutto senza contare che anche il Turismo è settore senza timoniere. Ma su questo De Luca pare intenzionato a tenere le delega per sé. Insomma Casillo e i demitiani rimangono con le antenne alzate. In questo contesto il Pd si avvia a celebrare la sua festa regionale dell’Unità in programma dal 29 settembre al 3 ottobre a Ercolano. L’appuntamento che sarà incentrato sul tema della legalità e che vedrà la partecipazione di numerosi esponenti nazionali del partito, sarà anche la prima vera occasione per un confronto interno ancora inespresso dopo l’inizio dell’era De Luca a Palazzo Santa Lucia. Un evento importante che cade tra l’altro a poche settimana da un altro snodo cruciale. Il 22 ottobre infatti la Consulta si pronuncerà sulla legge Severino e solo allora si capirà se De Luca continuera a essere il Governatore.


La mappa del pd in Campania

• Deluchiani

Fulvio Bonavitacola, Nello  Mastursi, Umberto De Gregorio, Leonardo Impegno

• Giovani turchi

Andrea Cozzolino, Valentina Paris, Valeria Valente, Antonio Marciano

• Franceschiniani

Enza Amato,Teresa Armato, Nora Di Nocera

• Lotti

Mario Casillo, Assunta Tartaglione, Bruna Fiola, Nicola Caputo

• Dalemiani

Umberto del Basso de  Caro, Rosetta D’Amelio, Massimo Paolucci

• Fioroni

Antonio e Simone Valiante

• Guerini

Lello Topo, Salvatore  Piccolo, Venanzio Carpentieri

• Renziani della prima ora

Luigi Famiglietti, Francesco Nicodemo

• Pittella

Emilio Di Marzio, Livio Falcone, Lucia Esposito

• Bersaniani

Gino Cimmino, Luisa Bossa

• Area Cgil

Gianluca Daniele, Giorgio Piccolo

• Miglioristi

Umberto Ranieri