Peccato che i kamikaze siano astemi

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Salvini parla alla pancia degli idioti.
Anche il Corriere è guerrafondaio. Quanto costa intervenire? Per questo riduciamo le pensioni? Noi non c’entriamo, come pure la religione. Uccidono anche musulmani. Ce l’hanno con la Francia. Dobbiamo essere solidali? Imbarazzante Alfano e anche la Pinotti. Entrambi in cerca di visibilità in TV. Credono di giocare a Risiko. Con questi nani non siamo usciti dalla crisi, ma vinceremo la guerra. Un tempo i mediocri sfidavano Agnelli. Oggi l’ISIS. Ecco come riparte l’Italia. L’ultima volta, per l’Abissinia, fu un disastro. Adesso sarebbe peggio. Li ubriacheremo col nostro champagne, scrive Charlie Hebdo. Noi, allora, col vino. La Merkel con la birra. Ma i kamikaze sono astemi. Passa indisturbato sotto gli occhi dei doganieri l’unico terrorista in fuga. Le frontiere sono chiuse solo ai turisti. Sapremo riconoscere il nemico? Bamboccioni e adulti sono concentrati al computer, al gratta e vinci, alle scommesse truccate. Lo sport nazionale è la corruzione. Siamo imbattibili, campioni del mondo. Ma troppo pigri per sparare. Non abbiamo neppure l’esercito. Gli F35 sono da collezione, non da combattimento. Costano troppo per usarli. Peccato, sciuparli. Ci credevamo un popolo di eroi, poeti e navigatori. Invece, siamo sempre stati sbruffoni e anche cacasotto.

Non tutte le vittime meritano pietà
Abbiamo stoltamente applaudito la rivoluzione in Tunisia e in Egitto. Dietro l’illusione di libertà si nascondeva il tentacolo della religione. Se arriva al potere, non c’è più giustizia. Trionfa il fanatismo, poi l’aberrazione. Ma non è una guerra santa. Noi perseguitammo protestanti e valdesi, che erano cristiani. E oggi ci scandalizziamo. I curdi combattono l’ISIS, ma vengono massacrati dai turchi. Eppure fanno parte della NATO. Ma nessuno si stupisce. Durante l’amichevole con la Grecia, i tifosi fischiavano il silenzio in onore delle vittime parigine. Ridateci gli ottomani, che erano laici. Osannata l’eliminazione di Saddam e Gheddafi, che lavoravano per la pace in occidente. Blair ammette la colpa. Dieci anni dopo, a che serve, se non ripara? Gli USA fecero abdicare lo Scià, loro alleato. Gli preferirono – idioti – Khomeini. Allo stesso modo Obama aiuta i rivoltosi siriani ad abbattere Assad, ultima resistenza laica in medioriente. Arriveranno anche lì i fratelli musulmani. La CIA non ne indovina una. In politica estera gli americani dovrebbero fare il contrario di ciò che ritengono giusto. Unica possibilità per non sbagliare. Nessun embargo contro il califfato. Lo scambio di armi e petrolio deve essere libero. Siamo corrotti anche quando dobbiamo difenderci. Nessuno si chiede come mai tanti giovani lasciano le comodità per immolarsi. Che cosa li affascina e li seduce? Sono tutti pazzi? Se alla vita preferiscono la morte, sarà forse un po’ colpa nostra. Non abbiamo pianto i passeggeri dell’aereo russo. C’erano anche bambini. Nessuno ha scritto ”Je suis Moscou”. Forse li crediamo ancora sovietici e comunisti, quindi possono morire. Erano vittime di serie B. E pensare che saranno loro a salvarci. È più adeguato “Je suis crétin”.

Sembra la filodrammatica del dopolavoro
È imbarazzante quella signora che recita la parte del ministro della Difesa. Ancora di più quello dell’Interno. Parlano dell’ISIS come al Bar dello Sport. Eppure si atteggiano, sprovveduti, a statista lei, a leader lui. Ma, sebbene invisibile, hanno il guinzaglio. Prendono disposizioni dai rispettivi padroni. Si pavoneggiano in TV, con i segreti di stato, come se fossero loro fatti privati. Ma ogni occasione è buona per avere visibilità. Rassicurano milioni di spettatori, come ci si difende dal terrorismo. Se l’Italia è indenne, è grazie alla loro strategia. Rivelano con disinvoltura notizie riservate. Ne discutono come della destituzione di Marino. E la banalità diventa un valore. Sarebbero patetici, se non fossero pericolosi. Più che gli attentati fa paura la superficialità e la boria. La costituzione, purtroppo ormai mutilata, dovrebbe precludere la politica ai mediocri. Almeno quando è in gioco l’incolumità dei cittadini. Crisi, pericoli, guerra, riforme. Tornino quando tutto è risolto. Gli teniamo il posto. Si stenta a credere che la mafia voglia far fuori qualcuno di loro. Sono un dono di Dio. Dove li trovano più inadeguati? Viviamo proprio in un mondo capovolto. Sopraffatta dalla corruzione, anche la criminalità organizzata è in declino. Finirà col darci lezioni di moralità.

Interessante è che qualcuno si arricchisca
Finalmente siamo in guerra e le Borse volano. È la pace, maledetta, che porta la crisi. Ci voleva il terrorismo che scioccamente temiamo. Le città sono blindate, i cittadini non escono da casa e la vita si ferma. Ma non importa. L’industria bellica fiorisce, i titoli vanno alle stelle. Finmeccanica è leader nella produzione di armi. Solo per poche centinaia di innocenti che muoiono, vale la pena. Almeno l’economia riparte. Peccato che questi islamici non si siano scatenati prima. Kennedy, povero illuso, voleva fermare le guerre. Ecco perché è stato ucciso. Ben gli sta. Infatti, c’è subito l’ok di tutti. ONU, NATO, UE e altri sono d’accordo. E poi, il terrorismo livella la mediocrità. Ce ne sono tante, troppe. Adesso siamo tutti solidali con Holland e con i suoi omologhi europei. Ieri erano falliti, oggi sono i nostri messia. Però, tra Washington e Mosca c’è la stessa tensione che tra fascisti e comunisti. Assad è l’ultimo caposaldo di occidente in Siria. Gli americani vogliono abbatterlo perché protetto dai russi. Si deve sempre contestare il rivale. Gli interessi dell’umanità non contano. Però, Putin è più gettonato di Obama. Non è democratico e affascina chi ha bisogno di ubbidire. Si ammira l’uomo solo al comando. Finché c’è guerra c’è speranza. Solo così diminuisce il numero dei disoccupati. Non perché vengano assunti. Tanto, prima o poi si deve morire.

Quelli che il Patto del Nazareno
La cosiddetta sinistra vincente, oltre al Campidoglio, prova a perdere anche Napoli. Bassolino – il sindaco della ricostruzione e del successo – vi fa un pensierino e fuarda alle primarie. Ma non è il candidato che il PD auspica. Come accadde a Genova, ci saranno due candidati. forse anche tre, se De Magistris vorrà raddoppiare. Problemi anche a Milano. Perché Pisapia non si ripresenta. In pole position uno che di politica ne sa meno di chi ci governa. Perché uno si ritira dopo il successo? Chi si vuole favorire? Lo hanno pregato di dimettersi? Se lo hanno minacciato, è più furbo di Marino. Se ne va al primo avvertimento. È la strategia degli intrusi, che vogliono vincere imponendo i propri fedeli, non i migliori. O di coloro che – secondo gli accordi anomali – vogliono restituire qualche favore all’avversario. Cioè, tradire l’elettorato. Vivremo anche quest’esperienza. Il grande imbroglione denuncia il ladruncolo. Poi fanno pace, come tra clan. Quanto può durare, senza capacità e neppure lealtà? Trionfa l’inciucio. Forse a beneficio dei grillini. Neppure questa volta il diavolo farà i coperchi.