Pensioni: Cida, no a interventi per decreto, da Di Maio solo calunnie

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Roma, 15 ott. (Labitalia) – “Il Parlamento sta esaminando una proposta di legge per intervenire sulle pensioni medio-alte, avvalendosi del parere di economisti, esperti, rappresentanti delle categorie coinvolte; ma il governo sembra preferire la via breve della decretazione d’urgenza, forse per dare una qualche copertura alle esternazioni demagogiche e diffamanti del vicepremier Di Maio sulle ‘pensioni d’oro”. Lo ha dichiarato Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, in vista del Consiglio di ministri che dovrebbe varare la manovra di bilancio con lo stralcio, nel pacchetto fiscale, del provvedimento sulle pensioni.

“Cida rappresenta quadri e dirigenti -ha continuato Ambrogioni- che operano in tutti i settori economici, pubblici e privati: imprese, pubblica amministrazione, ospedali, scuole. Categorie produttive che versano e hanno versato onerosi contributi previdenziali, commisurati a livelli retributivi ottenuti dopo anni di studio e di formazione, tradottisi poi in impegno professionale e assunzione di responsabilità. Categorie che sono arcistufe di essere dipinte agli occhi dell’opinione pubblica come un ceto privilegiato, che gode di sontuosi trattamenti previdenziali, fatti apparire subdolamente come sostanzialmente immeritati”.

“E, cosa ancora più grave, tali argomentazioni strumentali e false, provengono -ha spiegato ancora Ambrogioni- da chi ricopre incarichi istituzionali apicali e dovrebbe perciò avere il compito di lavorare per la coesione sociale e per il rispetto dei diritti dei cittadini. A quanto pare non è così. Non passa giorno che il vicepremier Di Maio non tiri fuori la ‘bufala’ delle pensioni d’oro per tentare di giustificare una proposta di legge incoerente, con difetti di costituzionalità e per di più inadeguata a garantire i ricavi economici preventivati”.

“Un provvedimento traballante -ha sostenuto ancora Ambrogioni- che addirittura ora viene ‘dopato’ con la procedura d’urgenza, tipica dei decreti-legge, e sempre con la risibile giustificazione che servirebbe a restituire equità al sistema previdenziale. Occorre dire, con grande chiarezza, che questa legge, se mai nascerà e produrrà degli effetti giuridici, verrà cancellata dalla Corte Costituzionale, tante sono le sue falle e tanti saranno i ricorsi che presenteranno coloro i quali saranno ingiustamente colpiti nei loro diritti e nei loro redditi da pensione”.

“Ma, in attesa -ha aggiunto- di veder affondare questo grottesco provvedimento legislativo, non possiamo non reagire alle calunnie che arrivano dal vicepremier. Cida è in grado di dimostrare, in ogni momento lo si voglia fare, che i propri associati pensionati percepiscono una pensione commisurata ai contributi versati. Non esistono sacche di privilegio, perché si sono sempre rispettate le leggi e i regolamenti vigenti”.

“Cida -ha concluso Ambrogioni- ha risposto tecnicamente alle incongruenze dell’articolato sul quale si basa la proposta di legge e, a quanto pare, anche il decreto legge; i cittadini risponderanno con il voto a chi sta tentando di decurtare redditi guadagnati con anni di lavoro e di fatica. Agli attacchi mediatici risponderanno le aule dei tribunali”.