Pensioni, Poletti: valutiamo per equità
Al via le Giornate Nazionali della Previdenza

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Sono iniziate col convegno dal titolo “conoscere: l’indispensabile consapevolezza per il nostro futuro” e la presenza tra gli altri del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti le tre “giornate della previdenza e Sono iniziate col convegno dal titolo “conoscere: l’indispensabile consapevolezza per il nostro futuro” e la presenza tra gli altri del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti le tre “giornate della previdenza e del lavoro” che quest’anno per la prima volta sbarcano a Napoli e più precisamente al villaggio allestito a Piazza Plebiscito. Diversi i temi trattati nel primo appuntamento aperto dai saluti di Luigi De Magistris, Sindaco Metropolitano Comune di Napoli, Severino Nappi, Assessore Regionale al Lavoro e orientamento professionale, Maurizio Barracco, Presidente Banco di Napoli. Dopo l’introduzione affidata ad Alberto Brambilla, Presidente CTS Itinerari Previdenziali, si è sviluppato il dibattito moderato da Luca Gaballo, Responsabile Economia RaiNews 24. Tito Boeri, presidente dell’Inps, è tornato, per la terza volta in pochi giorni, sul concetto di quella che definisce “l’ignavia di Stato“, ossia “l’atteggiamento, da parte del decisore politico, di grossa sottovalutazione del problema dell’informazione dei contribuenti“, quando avvenne, venti anni fa, il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo. E ha specificato che “prima (nella prima metà degli anni ’90, ndr) bastava pianificare la fine della carriera lavorativa che determinava l’importo della pensione“, mentre col meccanismo di conteggio di tipo contributivo “contano moltissimo i primi anni, sono fondamentali“. Secondo il vertice dell’Istituto previdenziale, “i governi che si sono succeduti in venti anni non hanno voluto dare questa informazione, temendo che solo il fatto di darla avrebbe creato reazioni forti e li avrebbe penalizzati sul piano elettorale“. Tale “ignavia di Stato“, chiosa Boeri, “è stata molto grave“, giacché “ha impedito a molte generazioni di cautelarsi“, nella consapevolezza di quanto ciò avrebbe inciso sulla pensione futura. Pochi secondi dopo il suo intervento la conferenza è stata interrotta dalla salita sul palco di alcuni esponenti del sindacato Usb (lo stesso che aveva inscenato analoga protesta, nella sede dell’Inps a Roma, alla fine di aprile, quando la ‘busta arancione’ era stata presentata alla stampa). E’ stato poi la volta degli altri interventi. Carmelo Barbagallo, Segretario Generale UIL ha attaccato: “Stiamo ancora aspettando la convocazione, da mesi. Bisogna ripensare seriamente il welfare e la previdenza: andare in pensione tutti alla stessa età è la cosa più iniqua che ci possa essere“. Parole rivolte a Giuliano Poletti, ministro del Lavoro. “Errori sono stati fatti anche sulla previdenza integrativa: aumentando la tassazione dall’11 al 20% sui rendimenti annuali si sono scoraggiati i giovani dal crearsi una posizione previdenziale complementare“, è andato avanti il sindacalista. Per quel che riguarda, poi, i dati (favorevoli) sulla disoccupazione, Barbagallo ha detto: “Non intendo turbare questa giornata di ottimismo e mi auguro che questi dati vengano confermati anche dall’Istat: ma ho delle perplessità. Al momento, c’è stato solo riciclaggio di posti di lavoro e se il prossimo anno non dovesse esserci il rifinanziamento dei provvedimenti varati, rischieremmo di avere problemi“. Hanno preso la parola anche Andrea Camporese, Presidente AdEPP e INPGI, Gianroberto Costa, Segretario Generale Confcommercio Milano, Fabio Ortolani del Consiglio Direttivo Assofondipensione, Nicola Maria Fioravanti | AD Intesa Sanpaolo Vita e Cesare Fumagalli, Segretario Generale Confartigianato Le conclusioni sono state affidate a Poletti. “C’è un cambio qualitativo del mercato del lavoro, diminuiscono i contratti precari e aumentano i contratti a tempo indeterminato, è un dato stabilizzato” ha detto il ministro del Lavoro. Che poi ha spiegato “Ci prenderemo i giorni indispensabili per prendere una decisione collegiale, di cui abbiamo piena certezza degli effetti e delle ricadute“. Il riferimento è al lavoro che sta svolgendo il governo dopo la sentenza della Consulta sullo stop alla rivalutazione delle pensioni. Parlando a margine della Giornata nazionale della previdenza, ha spiegato che “da un lato dobbiamo ottemperare a quanto ci chiede la Corte, dall’altro dobbiamo trovare una soluzione equa rispetto alle aspettative dei cittadini e sostenibile dal punto di vista dei costi, perche’ ci sono i vincoli della finanza pubblica e dei nostri rapporti con l’Europa“. Assicura che il governo “fara’ nei prossimi giorni una valutazione ponderata” e sottolinea che “ci sono tante ipotesi allo studio, tutte probabili“. Per Poletti, infatti, “ognuna ha dei pro e dei contro che vanno valutati con molta cura, perche’ dobbiamo evitare di prendere una decisione di cui non abbiamo piena certezza degli effetti e delle ricadute“. Poi ha spiegato che “Con Istat e Inps il ministero del Lavoro sta lavorando per costruire una comunicazione coordinata e condivisa che metta insieme i dati in possesso dei vari istituti relativi alle dinamiche del mercato del lavoro“.