Pensioni, tegola da 10 miliardi per il governo

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A cura di Antonio Arricale Bruciato il tesoretto. E non solo. Non saranno sufficienti, infatti, le risorse (1,6 miliardi) rinvenute tra le pieghe del bilancio A cura di Antonio Arricale Bruciato il tesoretto. E non solo. Non saranno sufficienti, infatti, le risorse (1,6 miliardi) rinvenute tra le pieghe del bilancio per tappare il buco che inevitabilmente è venuto a crearsi nei conti pubblici dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese) introdotto dalla riforma Fornero per il 2012 e il 2013. Secondo i primi calcoli occorreranno, infatti, probabilmente non meno di altri 5 miliardi per restituire agli aventi diritto (vale a dire, sei milioni di pensionati) la quota di pensione bloccata. Ma, forse, come sostiene lo Spi-Cgil, il buco rischia di essere anche più grande: 8 miliardi di euro in due anni, che salgono addirittura a 9,7 miliardi di euro, in quattro anni, con lo stop alla rivalutazione (totale per le pensioni oltre sei volte il minimo) deciso dal governo Letta. La sentenza della Corte costituzionale interessa 6 milioni di pensionati. Inutile aggiungere che, al momento, i conti precisi non ci sono ancora. E anche questa la dice lunga sul modo di affrontare le questioni nel Belpaese (che la questione fosse finita alla Corte costituzionale, infatti, non era certamente un mistero). Dunque, di certo, al momento, al di là delle soluzioni tecniche che sono tutte da inventare, c’è una sola cosa da fare: la sentenza della Consulta “non si può che applicare“, come afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Mentre ai sindacati non sembra vero di poter tornare a chiedere a gran voce – come hanno fatto a margine delle celebrazioni della Festa del lavoro – la necessità di rottamare appunto la legge Fornero: “la forma previdenziale peggiore d’Europa“, ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. E rincarando la dose, il numero uno della Cgil, Susanna Camusso ha aggiunto: “Era una norma ingiusta e la Corte costituzionale lo ha confermato: è la dimostrazione che bisogna mettere mano alla legge Fornero che è piena di ingiustizie ed è una delle ragioni della crescita della disoccupazione“. Mentre il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ha ironizzato: “il tesoretto era solo virtuale, per questo volevano darlo ai poveri“. Borse asiatiche Borse asiatiche in leggera crescita questa mattina in scia al rialzo di venerdì a Wall Street. Tokyo è rimasta chiusa per festività mentre Shanghai fa segnare un progresso dello 0,29%, Hong Kong dello 0,17% e Seoul ha chiuso a +0,24%. Bene anche la borsa indiana (+1,24%) e Taiwan (+0,25%). Gli addetti ai lavori contano su di un prossimo intervento da parte del governo cinese a sostegno di una economia che sta mostrando segni di rallentamento. Molti i dati macro comunicati negli ultimi giorni in Giappone. L’attività manifatturiera del Sol Levante in aprile è scivolata per la prima volta in nove mesi sotto la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Jmma ha proseguito infatti la fase di rallentamento toccando 49,9 punti. Lettura superiore ai 47,7 punti di quella preliminare ma in netto calo rispetto ai 50,3 punti segnati in marzo (51,6 e 52,2 rispettivamente in febbraio e gennaio). Il dato si confronta con attese degli economisti per una lettura a 49,8 punti. Secondo i dati diffusi venerdì 1° maggio dal ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, l’inflazione su base annua è cresciuta in marzo al +2,3% dal +2,2% di febbraio (+2,4% in novembre, dicembre e gennaio) e sopra al +2,2% atteso dagli economisti. Il dato core, escludendo gli alimenti freschi, è passato al +2,2% dal +2,0% di febbraio, valore corrispondente anche a quello del consensus. Su base mensile l’infl azione è cresciuta dello 0,4% e dello 0,2% quella core. Sempre in Giappone a marzo il tasso di disoccupazione è calato al 3,4% dal 3,5% di febbraio, valore corrispondente anche alle attese degli economisti (il dato si era attestato al 3,6% in gennaio e al 3,4% in dicembre). La spesa delle famiglie è crollata a marzo del 10,6% su base annua dopo il declino del 2,9% registrato in febbraio (-5,1% in gennaio) e a fronte di attese degli analisti per un tracollo ancora superiore dell’11,8%. Su base mensile il dato segna un progresso del 2,4% dopo l’incremento dello 0,8% di febbraio e contro lo 0,5% di aumento del consensus. In calo nello stesso mese anche i salari reali (rettificati tenendo conto dell’inflazione) scesi del 2,6% su base annua, dopo il declino del 2,3% di febbraio (rivisto dalla lettura preliminare del 2,0%). I salari medi mensili sono cresciuti su base annua dello 0,1% in marzo, confermando la lettura di febbraio e contro lo 0,4% di incremento atteso dagli economisti. La vendita di automobili infine ha segnato in aprile un progresso del 5% dopo il crollo del 13,1% registrato in marzo. In dieci dei dodici precedenti mesi il dato è stato in territorio negativo, in gran parte in seguito all’aumento dal 5 all’8% della tassa sui consumi in vigore dal 1° aprile del 2014. In Cina l’indice Pmi manifatturiero di aprile è rimasto sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Secondo quanto comunicato venerdì 1° maggio dall’Ufficio nazionale di statistica, infatti, il dato ha confermato la lettura di 50,1 punti di marzo (49,9 punti in febbraio e 49,8 in gennaio) a fronte dei 50,0 punti del consensus. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta del primo maggio in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,03%, l’S&P 500 l’1,09% e il Nasdaq Composite l’1,29%. I dati macroeconomici pubblicati in giornata hanno fornito indicazioni contrastanti. L’indice ISM manifatturiero ad aprile è rimasto invariato a 51,5 punti mentre la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan è migliorata lo scorso mese a 95,9 punti da 93 punti di marzo. In calo invece le spese per costruzioni (-0,6% a marzo). Sul fronte societario acquisti in particolare sui tecnologici e sul settore biotech. Rimbalza Apple (+3,04%) dopo le perdite accusate nelle sedute precedenti. Vola Altera (+9,79%) dopo le ultime indiscrezioni circa un a possibile Opa ostile da parte di Intel. Brilla anche Expedia (+7,92%). L’agenzia di viaggi online nel primo trimestre ha aumentato i ricavi più del previsto a 1,37 miliardi di dollari (+14%) contro 1,35 miliardi indicati dal consensus. Il risultato netto è positivo per 44,1 milioni contro la perdita di 14,3 milioni di un anno prima. Contrastati i titoli del settore auto nel giorno della pubblicazione dei dati sulle vendite di veicoli nuovi ad aprile. General Motors +1,08%, Ford Motor +0,06%, Fiat Chrysler Automobiles -0,61%. La casa di Detroit ha venduto il mese scorso 269 mila auto, il 5,9% in più rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Il dato è in linea con le attese. Per Ford l’incremento è pari al 5,4% mentre FCA mette a segno un +5,8%, una cifra però inferiore alle previsioni. Tra i maggiori ribassi LinkedIn (-18,61%). Il social network per professioni sti ha fornito un outlook deludente. Per il trimestre in corso la società stima un utile per azione adjusted di ,028 dollari, nettamente al di sotto dei 74 centesimi indicati dal consensus. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta deboli. Il Cac40 di Parigi cede lo 0,4%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,5% mentre il Dax30 di Francoforte è sulla parità. Chiusa per festività Londra. Acquisti sul settore chimico e sui titoli legati alle risorse di base. Sotto la parità le banche. Tra i singoli titoli Syngenta +10%. Secondo quanto riporta Bloomberg, Monsanto avrebbe formulato una proposta per una valutazione del gruppo agrochimico di circa 40 miliardi di dollari. Areva +3%. Secondo le Journal du Dimanche, tre gruppi industriali cinesi sarebbero interessati ad alcune delle tecnologie dello specialista nucleare. Sap +0,1%. Il gruppo dei software ha dichiarato di non aver preso in considerazione l’acquisizione della rivale californiana Sale sforce.com, dopo che indiscrezioni stampa avevano indicato trattative avviate lo scorso anno per una possibile fusione. Italia Il Ftse Mib segna -0,21%, il Ftse Italia All-Share -0,20%, il Ftse Italia Mid Cap +0,03%, il Ftse Italia Star +0,33%. Non si arresta l’emorragia di STMicroelectronics (-2,9%), ancora penalizzata dai deludenti dati del primo trimestre 2015. I ricavi netti sono stati pari a 1,71 miliardi di dollari contro gli 1,83 del T1 2014, il margine lordo è stato del 33,2% da 32,8% e la perdita netta di 0,03 dollari per azione. Per il secondo trimestre del 2015, la società prevede un incremento dei ricavi intorno al 3,5% su base sequenziale, più o meno 3,5 punti percentuali. Il margine lordo del secondo trimestre dovrebbe attestarsi intorno al 33,8%, più o meno 2,0 punti percentuali. Vendite sui bancari con il FTSE Italia Banche a -0,6% e l’EURO STOXX Banks Index a -0,9%. Il rendimento del BTP decennale sale all’1,55%. Particolarmente deboli a Milano Banca MPS (-1,5%, BPER (-1,4%), UBI Banca (-1,2%), Banco Popolare (-1%). Buzzi Unicem (-0,6 %) in rosso dopo che la società ha annunciato che l’offerta per Sacci spa è decaduta: le banche e tutti i creditori aderenti all’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis Legge Fallimentare non hanno infatti accettato l’offerta. Gli azionisti di riferimento di SACCI avevano invece accettato l’offerta da 120 milioni di euro complessivi per l’acquisizione del 99,5% del capitale di Sacci ed il contestuale risanamento di tutta l’esposizione debitoria conseguente al precedente accordo di ristrutturazione. Buona performance per Tenaris (+2,8%) che ha ha annunciato risultati del primo trimestre del 2015 migliori delle attese. I ricavi sono diminuiti del 13% su base annua e del 16% rispetto al trimestre precedente a 2,254 miliardi di dollari. L’utile operativo è migliorato dell’8% rispetto al trimestre precedente a 379 milioni ma risultato inferiore rispetto ai 566 milioni (-33%) rispetto al primo trimestre 2014. L’utile netto si &eg rave; attestato a 221 milioni (+14% t/t, -48% a/a). L’Ebitda è peggiorato del 26% rispetto al trimestre precedente e del 27% rispetto al primo trimestre 2014 a 527 milioni. FCA (+1,1%) in verde dopo la pesante flessione accusata la scorsa settimana. La casa automobilistica ha annunciato che a in aprile negli USA le vendite sono salite del 6% a/a, il 61° mese consecutivo di aumenti delle vendite. Sale Brembo (+2,3%): secondo Il Sole 24 Ore la società starebbe valutando possibili acquisizioni.


I dati macro attesi oggi Lunedì 4 maggio 2015 GIA Mercati chiusi per festività; GB Mercati chiusi per festività; 03:45 CINA Indice HSBC PMI manifatturiero (finale) apr; 09:15 SPA Indice PMI manifatturiero apr; 09:45 ITA Indice PMI manifatturiero apr; 09:50 FRA Indice PMI manifatturiero (finale) apr; 09:55 GER Indice PMI manifatturiero (finale) apr; 10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (finale) apr; 10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) mag; 16:00 USA Ordinativi industriali mar.