Per Atene un’altra giornata di passione

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A cura di Antonio Arricale

Oggi sarà un’altra giornata di passione per la Borsa di Atene (e di riflesso di tutte le borse europee) dopo il fallimento dei negoziati tra il governo greco e i suoi creditori internazionali, a pochi giorni dall’Eurogruppo di giovedì 18 giugno. Nei primi scambi di seduta gli indici azionari ellenici registrano un profondo rosso: il Ftse Athex mostra un tonfo di quasi 7 punti percentuali a 215,9 punti, mentre il Composite cede il 6,70% a 721,9 punti. Ad impensierire i mercati contribuisce anche l’attesa del FOMC il comitato di politica monetaria della Fed, in calendario mercoledì prossimo, perché si sono recentemente rafforzate le aspettative di un rialzo più vicino dei tassi in USA. Intanto, però, è la questione del debito di Atene ad impensierire dopo l’ennesima fumata nera delle trattative con la Troika (Bce, Fmi, Ue). La distanza negoziale che separa le parti si è per niente ridotta. In particolare a far la differenza non è tanto l’avanzo primario (0,75% del PIL proposto dalla Grecia contro l’1% richiesto dalla Troika). Su questo punto la distanza sarebbe facilmente colmabile con la volontà politica di accordarsi. Gli ostacoli più grossi sono le riforme chieste dalla Troika (sulle pensioni, sull’IVA e sul mercato del lavoro). Solo sull’IVA la Grecia ha fatto intuire una certa disponibilità a muoversi dal no finora opposto. Nessun passo, invece, è stato fatto sulle altre due riforme. Poi c’è il problema della riduzione del debito, che, così com’è (il 177% del PIL), è palesemente insostenibile. La chiedono i greci e la sostiene anche il FMI. Però i tedeschi e gli altri paesi falchi la considerano un tabù di cui non si può parlare. E al punto in cui si sono arenate le trattative è oggettivamente impossibile un accordo senza che una parte rinunci alle proprie attese o, meglio, decida di ingoiare il rospo. La verità è che Tsipras è da tempo sulla graticola, in patria, schiacciato tra l’oltranzismo di un terzo della sua maggioranza, che non vuol concedere ai creditori nulla più di quel che è stato concesso finora, e la maggioranza dell’opinione pubblica, che invece non ne vuole sapere di uscire dall’euro, ma contemporaneamente non vuole più neanche l’austerità. Per Tsipras accettare il piano della troika significherebbe la fine del suo governo ed il probabile declino politico personale. E al punto in cui siamo è proprio a questo, in fondo, che i creditori mirano.

Borse asiatiche

Borse asiatiche deboli alla riapertura settimanale delle contrattazioni, in scia alle crescenti probabilità di un default da parte della Grecia. Nel fine settimana non si sono infatti registra ti passi avanti nella trattativa tra il paese ellenico ed i propri ceditori e la “deadline” di fine mese si avvicina sempre più. A Tokyo il Nikkei è comunque riuscito a limitare i danni recuperando terreno nel finale ed attestandosi a 20387 punti (-0,09%), Hong Kong fa invece registrare un ribasso superiore al punto percentuale mentre Seoul ha chiuso in calo dello 0,48%. Segno negativo anche Shanghai dove l’indice Composite arretra dello 0,3%. Il quadro grafico del Nikkei resta invariato. La reazione che l’indice ha messo a segno stamani in chiusura di seduta non è stata tuttavia sufficiente ad annullare le perdite registrate nelle prime ore della giornata. Solo oltre area 20450/20500, linea che scende dai top di maggio, giungerebbero infatti segnali in favore di una ripresa dell’uptrend, proiettando obiettivi oltre tali massimi a 20655 verso obiettivi ipotizzabili a 20800/20900 punti. Tali attese verrebbero messe in discussione solo dal perentorio ritorno al di sotto di quota 20000 e dalla successiva violazione di 19500, quota pari al 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di maggio, un livello che allo stato attuale rappresenta l’ultimo baluardo in grado di scongiurare l’affondo fino ai minimi di marzo in area 19000. Se anche tale supporto venisse spazzato via il trend ribassista acquisirebbe pericolosamente forza.

Borsa Usa

A New York i principali indici venerdì scorso hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,78%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq Composite lo 0,62%. I mercati hanno pagato le ultime indiscrezioni sulla Grecia. Secondo Reuters, alcuni paesi dell’eurozona starebbero considerando l’ipotesi di un default di Atene. Inoltre i dati macroeconomici statunitensi pubblicati in giornata hanno rafforzato le probabilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della fed a settembre. L’indice grezzo dei prezzi alla produzione ha evidenziato, nel mese di maggio, un incremento dello 0,5% rispetto ad aprile, dopo un calo dello 0,4% della rilevazione precedente. Su Base annuale il PPI ha registrato una variazione negativa dell’1,1%, in linea con le attese. L’indice core (esclusi energetici ed alimentari) e’ cresciuto dello 0,1% su base mensile (pari al consensus). Su base annuale, l’indice Core ha fatto segnare un incremento pari allo 0,6%. La stima preliminare di giugno dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall’Università del Michigan e da Reuters, sale a 94,6 punti, battendo le attese degli addetti ai lavori pari a 91,3 punti e in crescita dai 90,7 punti della lettura precedente (rivista da 88,6 punti). Sul fronte societario T-Mobile US +2,33%. Secondo il Wall Street Journal, l’operatore tv satellitare Dish Network avrebbe avviato contatti con le banche per finanziare un’Opa sulla divisione di Deutsche Telekom. Twitter +0,11%. Dick Costolo, chief executive del social media dall’ottobre 2010, ha a sorpresa annunciato giovedì le sue dimissioni. Sarà il co-fondatore Jack Dorsey ad assumere l’incarico ad interim, mentre il board cercherà un sostituto. Keurig Green Mountain -0,56%. Ubs ha tagliato il rating sul titolo del produttore di caffè in cialde a neutral da buy. Fedex -0,72%. Il colosso della logistica ha annunciato un onere straordinario ante imposte (non-cash) di 2,2 miliardi di dollari per il quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2015 legato all’adozione di un nuovo sistema di valutazione per i benefit previdenziali. General Motors +0,42%. Secondo indiscrezioni Fiat Chrysler Automobiles potrebbe lanciare un’Opa ostile sul gruppo rivale.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in netto ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede l’1,3%, il Cac40 di Parigi l’1,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,6% e l’Ibex35 di Madrid l’1,5%.

Italia

Avvio di ottava in ripiegamento per l’azionario italiano. Durante i primi scambi il Ftse Mib segna un calo dell’1,08%, il Ftse Italia All Share cede l’1,15% e il Ftse Italia Star perde l’1,21 per cento. Sui mercati, intonati al ribasso anche sulle altre maggiori piazze finanziarie europee, pesa la crescente incertezza sul dossier greco. Gli ultimi incontri di ieri fra creditori e rappresentanti di Atene hanno confermato le distanze tra le parti. Le vendite a Piazza Affari colpiscono un po’ tutti i settori. Da evidenziare nel comparto bancario le perdite del 2,29% di Mps nonostante il successo della prima fase dell’aumento di capitale da 3 miliardi di euro che ha registrato sottoscrizioni pari al 99,59% dell’offerta. Si muovono in territorio negativo anche gli altri titoli del comparto bancario tra i quali Intesa (-2,58%) e Unicredit (-1,99%).


I dati macro attesi oggi

Lunedì 15 giugno 2015

09:00 EUR Intervento Weidmann (BCE e Bundesbank);

10:00 ITA Inflaz ione (finale) mag;

11:00 EUR Bilancia commerciale dest. apr;

14:30 USA Indice Empire State Manufacturing giu;

15:00 EUR Intervento Draghi (BCE) al Parlamento europeo;

15:15 USA Impiego capacità produttiva mag;

15:15 USA Produzione industriale mag;

16:00 USA Indice mercato immobiliare NAHB giu;

22:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) apr.