Per il G7 è salvo l’onore dell’Italia, un po’ meno l’immagine della Consip

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Si è finalmente conclusa l’estenuante vicenda che ha visto protagonista – in negativo – la Consip per la gara di appalto per l’attività di  registrazione accreditamento e controllo accessi in relazione agli eventi che avranno luogo a Taormina in occasione della presidenza italiana del G7 del prossimo mese di maggio 2017.

Con la sentenza n. 1323 del 23 marzo 2017, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato, ha accolto il ricorso di After S.r.l. contro Consip s.p.a. e Schema31 S.p.A (e l’associata Italservizi 2007). circa l’ammissione di quest’ultima alla gara in questione. In realtà la sentenza non fa altro che confermare il decreto motivato, già pronunciato l’11 febbraio, nel quale si conferma che le referenze e le esperienze della Società Schema31 (aggiudicataria in gara dell’appalto) non erano sufficienti a consentirne l’ammissione senza riserva alla competizione. Cosa che invece la Commissione di gara della Consip aveva affermato, trovando conferma nel pronunciamento del TAR in prima istanza. Infatti con sentenza di primo grado, del 26 gennaio scorso, il Tribunale Amministrativo aveva confermato le scelte della Commissione. Esito sovvertito dal C.d.S., appellato solo lo scorso 10 febbraio, ha visto un pronunciamento rapidissimo che se per un aspetto ha fatto tirare un sospiro di sollievo all’intero apparato organizzativo, per altri ha lasciato molte perplessità al “comune cittadino”.

E’ evidente che l’evento in questione aveva rilievo e carattere internazionale e il ritardo rischiava di mettere in difficoltà il Governo e l’immagine stessa dell’Italia. Per la verità si tratta di un appalto di importo abbastanza modesto (circa 600 mila euro) ma di elevato prestigio. Chi svolgerà il servizio seguirà gli accreditamenti di tutti i Capi di Stato partecipanti e delle delegazioni, con un rilievo mediatico importantissimo.

Quello che lascia stupiti è che in questo caso la Giustizia Amministrativa si sia espressa – nei due giudizi – in meno di tre mesi. Quasi un record che ha generato diversi “rumors” tra i giornali specializzati, al punto da richiedere un intervento del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa, dott. Mario Torsello, che ha dichiarato che “La notizia riportata dal Corriere della sera online secondo cui vi sarebbe stato un intervento del Quirinale sul Consiglio di Stato per sbloccare uno degli appalti cruciali del G7 è priva di fondamento”.

Diciamo che i tempi registrati per il pronunciamento non sono proprio quelli siamo ordinariamente abituati. Ma se questo è un aspetto importante, molto più rilevante è la motivazione che ha giustificato l’esclusione. Secondo la ricorrente After Srl (che aveva già gestito un servizio similare in occasione dell’Expo di Milano) le società aggiudicatarie non avevano i requisiti richiesti per poter essere ammessi alla gara: cioè aver già svolto in precedenza una specifica attività di accreditamento o comunque aver operato nello specifico ambito politico-diplomatico. Tesi che, dopo essere stata respinta dal TAR, è stata pienamente accolta dal Consiglio di Stato. E anche su questo punto, come sui tempi (brevi) del giudizio, ciascuno potrà ricavare le sue opinioni.

Ma quello che stupisce più di tutto non è nemmeno il fatto che la Società Schema31 SpA si era aggiudicata il lavoro con un ribasso del 38%, in costanza di un codice degli appalti che predilige le offerte economiche più vantaggiose. Ma è il fatto che la Commissione abbia considerato valide le esperienze dichiarate la gestione del sistema di accreditamento di enti di formazione della Regione Siciliana e la dei servizi di portineria, riconcilio bagagli e sicurezza per conto di una Compagnia Aerea.

Or bene l’articolo 85 del nuovo Codice, nel recepire la direttiva 2014/24/UE, ha disciplinato il Documento di gara unico europeo.  Successivamente il MIT con le  Linee guida n. 3 del 18 luglio 2016, ha anche chiarito in modo dettagliato i termini per la compilazione del modello di formulario di Documento di Gara unico Europeo (DGUE). Alla luce di tutto questo viene da chiedersi come sia stato possibile che la Consip abbia ritenuto le elencate esperienze sufficienti per i sistemi di controllo di un evento come il G7.