Per l’Asia è la migliore ottava in cinque mesi, ma Shenzhen Composite crolla

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Il punto. Il Ftse Mib segna -0,31%, il Ftse Italia All-Share -0,27%, il Ftse Italia Mid Cap +0,03%, il Ftse Italia Star +0,38%.

Mercati azionari europei in leggero rialzo: DAX +0,3%, CAC 40 +0,1%, FTSE 100 +0,5%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani in parità. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,35%, Nasdaq Composite +0,09%, Dow Jones Industrial +0,26%. 
In lieve rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +0,32%. Positive le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +1,16%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a +1,18%.
Euro consolida il rimbalzo di ieri contro dollaro salendo a 1,0972. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0930
Mercati obbligazionari eurozona poco mossi. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente scende di 2 bp allo 0,17%, quello del BTP è stabile all’1,44%. Lo spread sale di 2 bp a 127.
Bancari in calo: l’indice FTSE Italia Banche segna -0,7%.


Borse asiatiche
Quarta seduta di significativo recupero per i mercati dell’Asia, che mettono a segno la migliore settimana degli ultimi cinque mesi. I corsi sono stati spinti dai positivi dati macroeconomici in arrivo dagli Usa (in particolare per quanto riguarda l’occupazione) e dal rimbalzo delle materie prime, fattori che avevano già contribuito alla positiva seduta precedente per Wall Street. 
Il petrolio, che aveva toccato i massimi di due mesi mercoledì, ha continuato a guadagnare portando a quasi il 7% il progresso nell’ottava. Il prezzo spot per il minerale di ferro con consegna immediata nel porto cinese di Tianjin era invece volato ai massimi di quattro mesi e mezzo giovedì. Il dollaro Usa, dopo essere volato ai massimi dell’ultimo mese nei confronti del paniere delle sei principali valute mercoledì, giovedì ha perso terreno e questo ha aiutato l’oro. Il metallo prezioso scambia in moderato declino dopo avere toccato i massimi di 13 mesi sempre giovedì. 
Se giovedì a chiudere in negativo, seppure moderato, erano state le sole piazze di Shenzhen e Hong Kong, nell’ultima seduta dell’ottava insieme a Shenzhen (che crolla) in ribasso è anche Seoul: il Kospi ha perso infatti lo 0,13% al termine delle contrattazioni. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in progresso di circa lo 0,60% ai massimi di quasi due mesi e si avvia a registrare un guadagno del 5,5% nell’ottava, migliore performance settimanale da ottobre.
A Tokyo, il Nikkei 225 dopo il guadagno dell’1,28% registrato giovedì ha chiuso l’ultima seduta con un progresso dello 0,32% (meglio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,46%). Sale quindi al 5,1% l’incremento registrato nell’intera ottava. Sul fronte macro, in gennaio i salari medi totali sono cresciuti dello 0,4% su base annua in Giappone dopo essere rimasti invariati per i due mesi precedenti (il dato di dicembre è stato rivisto al ribasso rispetto allo 0,1% comunicato in precedenza) e in linea con le attese degli economisti. I salari reali sono altresì cresciuti dello 0,4% dopo il declino dello 0,2% di dicembre e lo 0,2% di progresso del consensus. 
Migliore titolo della seduta a Tokyo è stato quello di Sharp, che ha guadagnato il 9,42% su indiscrezioni che le trattative per il takeover da parte di Hon Hai Precision Industry (l’azienda di Taiwan nota, e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi, come Foxcon), bloccatesi settimana scorsa, potrebbero a breve portare a un accordo.
Moderato il progresso di Sydney: l’S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,18% a fronte di un dollaro australiano ancora vicino ai massimi di tre mesi segnati giovedì. Nell’ottava l’apprezzamento della valuta è di oltre il 3% (migliore performance in cinque mesi).
In Cina, lo Shanghai Composite ha chiuso con un progresso dello 0,50% mentre decisamente meglio ha fatto lo Shanghai Shenzhen Csi 300, apprezzatosi dell’1,16% al termine degli scambi. 
In decisa controtendenza, invece, la seduta dello Shenzhen Composite, che chiude con un crollo del 2,91% le contrattazioni. Seduta positiva invece per Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in progresso di oltre l’1% (migliore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna più del 2%).

 

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in leggero rialzo alla vigilia degli importanti dati sull’occupazione. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,26%, l’S&P 500 lo 0,35% e il Nasdaq Composite lo 0,09%.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 26 febbraio si sono attestate a 278 mila unità, superiori sia alle attese (271 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (272 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,257 milioni, superiore ai 2,250 milioni attesi.
L’indice di Produttività del settore non agricolo è diminuito nel quarto trimestre del 2,2% dal -3% della rilevazione precedente. Gli analisti avevano stimato un decremento pari al 3,2% t/t.
L’Indice del costo della manodopera è cresciuto del 3,3% nel quarto trimestre dopo l’incremento del 4,5% rilevato nel terzo trimestre. Le attese degli addetti ai lavori erano fissate su un incremento del 4,7%.
Markit Economics ha comunicato che a febbraio l’indice PMI dei Servizi è sceso a 49,7 punti dai 53,2 punti del mese precedente, scendendo sotto il livello di non cambiamento (50 punti) per la prima volta in circa due anni e mezzo.
Nel mese di gennaio gli ordini industriali sono cresciuti dell’1,6% dopo il calo del 2,9% registrato a dicembre. Gli economisti avevano stimato un incremento del 2% su base mensile.
Sul fronte societario Intel +0,13%. RW Baird ha alzato il rating sul titolo del colosso dei semiconduttori a outperform da neutral. 
Tumi +30,20%. Secondo il Wall Street Journal, il colosso della valigeria Samsonite International sarebbe vicino all’acquisizione della connazionale per una valutazione di circa 2 miliardi di dollari. Barnes & Noble +6,74%. Il rivenditore di libri ha chiuso il terzo trimestre con un utile in crescita a 80,3 milioni di dollari da 72,2 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Segno più anche per le vendite a perimetro comparabile (+0,2%). 
Ciena -17,87%. Lo specialista delle reti ha fornito un outlook deludente. Per il trimestre in corso i ricavi sono attesi tra 615 e 645 milioni. 
Kroger -6,99%. La catena di supermercati ha chiuso il quarto trimestre con un utile superiore alle attese ma con un giro d’affari deludente. I profitti sono cresciuti a 559 milioni di dollari (0,57 dollari per azione) da 518 milioni di un anno prima. I ricavi sono aumentati a 26,165 miliardi da 25,207 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,54 dollari su ricavi per 26,276 miliardi. 
Joy Global +20,80%. Il produttore di macchine per il settore minerario ha confermato l’outlok 2016.
SolarCity +15,57%. Secondo indiscrezioni, l’azionista Elon Musk potrebbe decidere di lanciare una offerta di acquisto finalizzata al delisting del titolo.

 

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in rialzo in attesa degli importanti dati sull’occupazione Usa. 
Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,4% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,05%.

 

Italia

Ancora una seduta positiva per Piazza Affari. Ieri l’indice Ftse Mib ha chiuso la giornata con un rialzo dello 0,78% a quota 18.348 punti. 
Bene il settore bancario con Mps (+5,99% a 0,566 euro) che ha proseguito il forte rimbalzo dai minimi storici. Molto bene anche Intesa Sanpaolo salita del 4% circa. 
Tra i petroliferi è spiccato il +1,34% di Eni che ha inaugurato tre nuovi impianti di ultima generazione per il trattamento di olio, gas e acqua (Initial Production Facilities, IPF) del giacimento di Zubair, nel sud dell’Iraq. 
Rosso profondo invece per Luxottica (-4,78% a 48,,8 euro) dopo che Deutsche Bank e JPMorgan hanno limato il prezzo obiettivo. 
Fermento nel settore dell’editoria con L’Espresso che si è spento sul finale (-2,33%) dopo l’annuncio dell’accordo per fondersi con Itedi, società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX e che fa capo a Fca. Quest’ultima ha comunicato che uscirà da RCS (-7,87%) distribuendo la propria quota agli attuali soci del gruppo che edita il Corriere della Sera. 
Rally di Banca Carige (+6,8%). Dai minimi storici dello scorso 24 febbraio il titolo ha recuperato circa il 40%. Malacalza, azionista di riferimento con il 17,58% del capitale, ha presentato la lista dei candidati per il cda con in cima Giuseppe Tesauro, presidente emerito della Corte Costituzionale, proposto come nuovo presidente della banca ligure. Guido Bastianini, attuale presidente di Banca Profilo e direttore generale di Sator, sarà il nuovo amministratore delegato.

I dati macro attesi oggi

 

Venerdì 4 marzo 2016

10:00 ITA PIL (finale) trim4 2015;
14:30 USA Bilancia commerciale gen;
14:30 USA Nuovi occupati (settori non agricoli) feb;
14:30 USA Tasso di disoccupazione feb.
16:00 CAD Indice Ivey dei direttori agli acquisti (Feb)