Perché non sono d’accordo con il Prestito Vitalizio Ipotecario!

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  Perché non sono d'accordo sul Prestito vitalizio ipotecario

In un mio post precedente ho già dato la notizia del Prestito Vitalizio Ipotecario, ma oggi voglio spiegarti perché non sono d’accordo   Perché non sono d'accordo sul Prestito vitalizio ipotecario

In un mio post precedente ho già dato la notizia del Prestito Vitalizio Ipotecario, ma oggi voglio spiegarti perché non sono d’accordo con questa misura che, come al solito, va a rimpinguare le casse delle banche.

Faccio un piccolo cappello a tutto il discorso: il Prestito Vitalizio Ipotecario viene erogato agli over 60, dunque a tutte le persone anziane che hanno bisogno di liquidità per vari motivi. Questi motivi possono essere:

  • aiutare i propri figli in difficoltà;
  • integrare il proprio reddito per pagare le tasse che aumentano sempre di più;
  • rimborsare un mutuo o altri finanziamenti.

  In realtà, la legge già esisteva, ma in precedenza questo tipo di prestito veniva erogato agli over 65, dunque ora l’età di coloro a cui poterlo concedere è scesa. Già considerando questo aspetto mi sono chiesto perché diminuire l’età e, facendo uno studio più approfondito dei dati Istat disponibili, ho verificato che solo considerando gli over 65, in Italia ci sono 11 milioni di proprietari di un immobile, figuriamoci quanto sale questo numero se si considera un’altra bella fetta di popolazione. Quindi, è accaduto questo: le banche hanno deciso di concedere un prestito a un numero enorme di anziani, quando di solito il limite di età massimo per ottenere un mutuo è 50 anni! Insomma, tanta puzza di bruciato che mi ha spinto a leggere meglio quanto disposto da questa nuova legge per farmi un’idea precisa e ho trovato pessimo questo nuovo intervento legislativo.

Sono 2 i punti che non mi convincono per niente del nuovo Prestito Vitalizio Ipotecario:

  • il rimborso in un’unica soluzione da parte degli eredi;

  • la diffusione legalizzata dell’anatocismo bancario!

 

Se gli eredi non rimborsano il prestito, la banca diventa automaticamente proprietaria dell’immobile.

La legge dice che chi richiede il prestito può rimborsarlo a rate, ma se il richiedente muore, gli eredi sono obbligati a risarcire il debito in unica soluzione ed entro 12 mesi! Se questo non avviene, la banca ha il diritto di vendere l’immobile, rispettando il suo prezzo di mercato. Se non ci riesce in 1 anno, il prezzo dell’immobile scende del 15%, e così per ogni anno in cui rimane invenduto. Ora, la mia considerazione è molto semplice:

con questa nuova legge la banca non ha più bisogno di mettere in moto la lunga procedura dell’esecuzione forzata, perché possiede il DIRITTO di vendere l’immobile, diventandone di fatto proprietaria se gli eredi del richiedente defunto non possono saldare il debito.

A parte il fatto che ci sono migliaia di proprietari di casa senza eredi, la qual cosa conviene tantissimo alle banche, perché alla morte del richiedente diventano anche di diritto e non solo di fatto proprietarie dell’immobile ipotecato, a parte questo dettaglio, dicevo, l’altro punto che mi rende assolutamente contrario a questa nuova legge è che

Diventa legale l’anatocismo bancario!

Il Vitalizio, infatti, è l’unico contratto per il quale la legge prevede l’anatocismo bancario, cioè quel sistema per cui gli interessi maturano non solo sul capitale, ma anche sugli interessi già scaduti.

Questo comporta, ovviamente una crescita esponenziale del debito in proporzione alla durata del Vitalizio.

Se il debito cresce in maniera esponenziale e se gli eredi sono obbligati a restituirlo in 1 unica soluzione, mi viene da pensare che saranno pochissimi quelli in grado di saldarlo, con la conseguenza ovvia che la banca che concede il vitalizio, che è semplicemente un mutuo con un nome più markettaro, si prende l’immobile.

Ecco che entrano in gioco anche le Banche-Immobiliari!

Tra l’altro, e questo è un altro dettaglio importantissimo, la banca concede un prestito per un minimo del 20% e per un massimo del 50% del valore dell’immobile, ma quando se lo rivende lo fa a prezzo di mercato o al massimo con un 15% in meno.

Vogliamo tirare le somme?

La banca concede un Prestito Vitalizio Ipotecario a un sessantenne. Il valore dell’immobile è di 200.000 €, dunque la banca gliene presta 40.000. Nel tempo, trattandosi di vitalizio, maturano gli interessi sia sul capitale che sugli interessi, dunque il debito cresce. Mettiamo che si arrivi a dover risarcire alla banca 80.000 € e che gli eredi non abbiano i soldi da restituire. Quale è lo scenario possibile?

  • gli eredi provano a vendere l’immobile entro 1 anno, visto che devono risarcire TUTTI gli 80.000 € in unica soluzione entro 12 mesi;

  • la banca, se gli eredi non saldano, diventa proprietaria dell’immobile, che mettono in vendita a 200.000 €, avendolo “pagato” solo 40.000.

  E’ chiaro, a questo punto, per quali motivi trovo assolutamente pericolosa questa nuova normativa, che, se diventa un modello per altri tipi di prestiti,  va a legalizzare non solo l’anatocismo bancario, ma anche il diritto automatico di proprietà delle banche sugli immobili ipotecati. Sono scenari davvero preoccupanti, sia per i proprietari di immobili, sia per chi opera nel settore immobiliare, perché in questo modo si spiana la strada alle lobbies bancarie che diventano gestore unico della proprietà immobiliare degli italiani, sottraendola ai legittimi eredi. Buona Vita Antonio Leone