Perché Draghi e Bianchi prediligono gli Its (vicini all’avvio). Importanza dei dati Istat e Unioncamere-Excelsior

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di Claudio Quintano*

La rilevazione delle Forze di lavoro è ben nota a giusta ragione come la madre di tutti i riferimenti statistici dell’aggregato popolazione, che “rappresenta la principale fonte di informazione statistica sul mercato del lavoro italiano”. E’ il polo – Istat – delle sorgenti dei dati sullo Stato occupazionale della componente demografica. Il dato di riferimento base, quindi, è “l’aggregato della popolazione – campionata, annualmente, per oltre 250 mila famiglie residenti in Italia, per un totale di 600 mila individui, distribuite in circa 1.400 comuni italiani, secondo un campione statisticamente rappresentativo della popolazione residente in Italia relativamente alle variabili oggetto d’indagine – in altre parole, costituisce la base delle stime ufficiali degli occupati e disoccupati e sugli aggregati dell’offerta di lavoro – professione, settore di attività economica, ore lavorate, tipologia e durata dei contratti, formazione”.
Si rinvia ai dati della pubblicazione del 21 maggio 2022 che si leggono sul sito dell’Istat (qui). Essa descrive la raccolta dei dati e le modalità della consultazione dei risultati dell’indagine.
Ritengo che, a torto, sia (stato) meno presente nel quadro delle informazioni più pubblicizzate, il polo delle sorgenti dei dati relativi ai bisogni occupazionali delle imprese – Progetto Excelsior dell’Unioncamere (qui).
Sono dell’avviso, infatti, che, sin dalla nascita, ormai 20 anni fa, innanzitutto dal punto di vista logico-concettuale, il Progetto Excelsior dell’Unioncamere abbia avuto il grande ruolo di agganciare e con trascinamento a catena, nel sistema informativo per l’occupazione non solo primariamente le esigenze delle aziende – a partire dal livello di start-up fino a quelle grandi e complesse, vogliose di acquisire competenze sempre più adeguate e più smart, richieste dal rinnovamento continuo dei processi produttivi – ma anche il comparto dell’Istruzione e congiuntamente della Formazione.
A vent’anni dalla sua nascita, quindi “il Sistema informativo Excelsior si conferma una delle fonti più utilizzate per seguire le dinamiche quali-quantitative della domanda di lavoro. Per sfruttarne al meglio le potenzialità, a partire dal 2017, nel tradizionale impianto del Sistema informativo Excelsior sono state introdotte diverse innovazioni metodologiche utili a cogliere con maggiore precisione la dimensione dei flussi di entrata dei lavoratori nelle imprese, rendendoli ancor più direttamente fruibili al perseguimento degli obiettivi delle politiche attive del lavoro”. Ai dati su scala annuale, alla base del modello previsionale di medio periodo del mercato del lavoro, viene associata un’indagine mensile per le valutazioni a breve resa possibile dalle potenzialità legate all’integrazione degli archivi amministrativi ed in particolare del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio che da qualche anno integra le informazioni occupazionali provenienti da fonte Inps.
Si legge ad un certo punto della parte metodologica un passaggio molto importante: “ai fini della determinazione dei flussi futuri delle principali forme contrattuali utilizzate dalle imprese ad un livello territoriale molto disaggregato che consente di arrivare sino ai singoli CPI4 (Centri per l’impiego). In questo modo il dato quantitativo espresso dall’indagine non deriva più esclusivamente dal riporto all’universo dei dati di indagine, ma dall’interazione tra il dato amministrativo ed i risultati dell’indagine campionaria presso le imprese. Tale processo consente da un lato di esprimere degli indicatori mensili coerenti con l’entità dei flussi espressi dalle fonti amministrative, anticipando nel contempo delle tendenze”.
Qualche dato a giugno 2022 che campeggia, al netto dei dettagli disponibili (qui).
560mila assunzioni previste a giugno, per il 39,2% con difficoltà di reperimento delle figure ricercate – 44mila assunzioni previste dalle imprese a maggio: segnali di indebolimento della domanda di lavoro da manifatturiero e costruzioni, ma la tenuta è garantita dalla ripresa di turismo e servizi alle persone”.
E’ la solita questione. Le aziende ricercano nei tempi avanti (da subito o via via più tardi che sia) le figure professionali che devono trovare convenienza ad offrirsi localmente o spostandosi da altre zone, una volta preparate dall’apparato scolastico formativo. Da qui la centralità del problema della riduzione drastica dei tempi di transizione scuola-lavoro. In altre parole:
I tempi di transizione scuola-lavoro sono resi brevi con politiche il più efficaci possibile nel raccordo tra stati occupazionali e processi formativi per impiegare nelle imprese specifiche le figure professionali richieste da esse o dagli interessati.
L’istituzione degli Its, di nascita imminente, recuperando un’esperienza produttiva di una cinquantina di anni fa, è un argomento ormai diffusissimo, in quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), seguìto in maniera serrata dalla comunicazione economica e sociale e del settore scolastico, ad esempio:
– da il Sussidiario.net, due contributi:
il primo, Its, il “trova-lavoro” messo in castigo per 50 anni. – Gli Its sono ancora insufficienti, specie al Sud, ma hanno un notevole potenziale. E il sistema duale può essere rilanciato con i fondi del Recovery fund. 31.10.2020 (qui)
e Il secondo, Pnrr e Imprenditori a “centrocampo”, la doppia forza della riforma degli Its – La riforma degli Its è vicina al traguardo. Un tassello fondamentale per azzerare il tempo di transizione dalla scuola al lavoro e ridurre i Neet. 04.06.2022 – (qui)
– da il Sole 24 Ore – Redazione Scuola diretto dal gruppo diretto dall’ottimo Claudio Tucci – Istituti tecnici superiori: nel 2021 l’80% dei diplomati ha trovato un’occupazione Bianchi: «Investimento strategico per i ragazzi e per il Paese». Il successo della formula a undici anni dal suo avvio 14.06.22 (qui)
– da Orizzonte Scuola – Riforma ITS: quello che c’è da sapere sugli Istituti Tecnici Superiori che diventano Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) è su TuttoITS 16.02.2022 (qui)
L’Its consente di superare i risultati delle usuali politiche attive del lavoro. Le giovani ed i giovani sono formati, dai produttori che hanno bisogno di loro e, allo stesso modo assicurando un immediato impiego, un tempo si diceva, per apprezzare ciò, come se fossero cresciuti in “bottega”.

*già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (2010 – 2016)