Perché Draghi è un leader

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di Ugo Righi

Draghi risente, anche, positivamente dell’effetto contrasto.
Se siamo abituati al buio anche uno spiraglio di luce può sembrare improvvisamente una giornata radiosa.
Ci si chiede se Draghi sia un politico.
La definizione formale di politica è: “Il termine deriva dal greco antico e attiene alla polis, la città stato, con sottinteso tèche, arte e tecnica”. Quindi la politica significa tecnica di governo della città. Quindi il leader politico è qualcuno che possiede la capacità di fare bene a servizio del cittadino e dello stato.
Questo implica necessariamente conoscenze, abilità e atteggiamenti di e per il valore.
Io penso quindi che il leader politico di alto livello debba, prima di tutto, saper pensare e che il suo pensiero fecondi in modo vantaggioso la sua, e di altri, azione.
Significhi saper governare la complessità consapevole della incompletezza e dell’incertezza che il pensiero stesso possiede.
Voglio dire che saper pensare bene vuol dire capire la sproporzione tra le difficoltà della vita pratica e i mezzi disponibili capendo cosa, ad un certo momento, non si può fare ma creando valore capendo anche capire la sproporzione tra la ricchezza di opportunità pratiche e la povertà di paradigmi teorici ( di pensiero) capaci di sviluppare comprensione concettuale per capire cosa si può fare agendo e imparando( durante e prima dell’azione).
Il leader vede,pensa e agisce decidendo verso aspetti che gli altri non vedono, non perché non vogliono, ma perché non possono, e che quindi non possono pensare.
Il leader agendo in modo competente determina l’azione organizzata riuscendo ad attribuire significati all’esperienza ( non cumulativa ma generativa) e riesce a tenere insieme i percorsi chiave verso lo scopo, attraverso connessioni sociotecniche combinando aspetti operativi e affettivi.
Questo è fare politica di valore: dare senso, tradurre e agire creando nuovi spazi mentali.
Conte ha fatto del suo meglio ma puntare su Lello Ciampolillo è stato un errore.
Draghi ha messo insieme la squadra dei migliori e questo non vuol dire che tutti siano i migliori, ma nell’equilibrio delle forze in campo la squadra migliore può non voler dire che tutti lo siano, ma che la risultante, per poter essere equilibrata, deve contenere anche mediocrità funzionali.