Perché il Dna non è un oroscopo. Eredità tra genetica e psicologia a Futuro remoto

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Che cosa ereditiamo dai nostri genitori? La genetica studia l’informazione che si trasmette dai genitori ai figli, scritta nel Dna. Il nostro genoma non è un oroscopo, con scritto “avrai una felice relazione sentimentale”, né un biglietto da visita, con la scritta “scienziato” oppure “artista”.
Il Dna contiene informazioni sulla struttura di Rna e proteine presenti nelle nostre cellule, informazioni che determinano il colore dei nostri occhi, e tante caratteristiche del nostro corpo. Certamente, ognuno di noi eredita anche molto altro dai propri genitori. Per capirne di più lunedì 10 ottobre, in Piazza del Plebiscito, nell’ambito dei laboratori tematici di Futuro Remoto, l’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr e l’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale e Transpersonale Nea Zetesis proporranno un originale contrappunto tra genetica e psicologia sulle eredità familiari. Si tratta di un laboratorio esperenziale “Ho preso gli occhi di mamma e il lavoro di papà: eredità genetica e non”. 
 
Credo che per far capire bene cosa sia la scienza, sia utile anche mostrarne i limiti e i confini, far incrociare lo sguardo dello scienziato con altri e diversi punti di vista. Per me è importante anche sfatare lo stereotipo diffuso della scienza come tecnologia e utilitarismo, e raccontare il senso di meraviglia che lo scienziato prova di fronte alla natura” spiega la ricercatrice Antonella Prisco, inventrice di un vaccino per l’Alzheimer attualmente in sperimentazione, che qualche anno fa ideò la performance di divulgazione scientifica “Dna in suono” in collaborazione con una violoncellista-compositrice. 
 
Lunedì – continua la ricercatrice – parlerò anche degli aspetti che io considero più di frontiera della ricerca genetica, la connessione tra il contenuto informativo del DNA e la sua struttura tridimensionale, a scatole cinesi. L’enigmatica e fluida organizzazione dei cromosoni nel nucleo, che non è come un piatto di spaghetti, ha una sua mappa. Ma partirò dalle basi, dall’ABC del codice genetico. Perchè da buone radici, poi si può sviluppare, con il tempo, l’acqua e il sole, un albero grande. Io voglio aiutare le persone a percepire le radici della scienza, a capire che la scienza è una forma di conoscenza che ha radici solide“.
 

A seguire, la genetista Valeria Ursini guiderà l’esperienza di “Ricostruire l’eredità genetica dagli alberi genealogici”. I partecipanti riceveranno delle nozioni di base di genetica e genomica, a cura dell’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR. Quindi, attraverso esperienze corporee a cura dell’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale e Transpersonale Nea Zetesis, potranno esplorare gli aspetti non genetici delle eredità familiari, come quello di ereditare un ‘dover essere’, un copione di vita. E’ la teoria formulata da Eric Berne, che definì copione “un piano di vita che si basa su una decisione presa durante l’infanzia, rinforzato dai genitori, giustificato dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta definitiva”. In questa prospettiva, i genitori esercitano un’influenza importante, fornendo i messaggi sulla base dei quali il bambino elabora convinzioni su se stesso, gli altri e il mondo circostante, rinforzando continuamente il copione.