Perché il mercato ci salverà, Vincenzo Boccia e Innocenzo Cipolletta presentano ad Anacapri il libro di Stefano Cingolani

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in foto Stefano Cingolani

Se l’idea che il capitalismo sia destinato a una morte certa è stata teorizzata in passato da molti osservatori, gli stessi sembrano aver trascurato lo spirito di sopravvivenza del sistema e, come il Proteo della mitologia greca, il carattere mutevole della sua forma. Oggi, nel pieno di una pandemia globale, assistiamo a una mutazione ancora sconosciuta. Chi guiderà il cambiamento? Quali forme prenderà questa volta il capitalismo per superare la crisi in cui ci troviamo? La Fondazione Villa San Michele di Anacapri ha scelto di ospitare (giovedì 20 agosto a Villa San Michele in viale Axel Munthe) un dibattito su questi temi, in collaborazione con Luiss University Press, a partire dall’ultima indagine giornalistica di Stefano Cingolani, raccolta nel saggio “Il capitalismo buono. Perchè il mercato ci salverà”. Un dialogo con l’autore e due voci autorevoli (Vincenzo Boccia, presidente della Luiss Guido Carli, e Innocenzo Cipolletta, presidente Assonime) per dar vita a una riflessione sul nostro future prossimo. Nel terzo decennio del XXI secolo – cominciato con una pandemia, la conseguente chiusura delle frontiere nel mondo e una recessione economica con cui faremo i conti a lungo – il Coronavirus è diventato la cartina di tornasole del nuovo sistema. Come l’autore stesso propone nel suo libro, di fronte a un’accelerazione senza precedenti di processi già in atto, diventa necessario guardare a una forma nuova di capitalismo che definisce Dvr: digitale, verde e responsabile. Il futuro non è mai stato così aperto, nonostante l’orizzonte degli eventi sembri farsi ogni giorno più complesso. Ma è bene individuare da subito le questioni da considerare come priorità, le strade da percorrere per affrontarle e gli strumenti per risolverle.