Perché il “quasi vincere” ci tiene incollati? Il potere del near miss nel gioco

Nel game design c’è un termine che sta attirando l’attenzione degli addetti ai lavori. Si tratta di near miss, letteralmente “quasi successo”, ovvero quella situazione in cui il giocatore sfiora l’obiettivo senza raggiungerlo: manca una mossa per completare un livello, una nota per ottenere il punteggio perfetto, un ultimo tassello per vincere. 

È una dinamica presente in moltissimi videogiochi e, più in generale, nelle esperienze digitali interattive”, ci racconta Giulia Pani della redazione di www.slotjava.it, con la quale abbiamo approfondito il tema della “quasi vincita” e il suo peso nel successo del gaming di oggi. 

Che cos’è il near miss e perché se ne parla così tanto quando si analizza il comportamento dei giocatori?

Il near miss è un meccanismo psicologico prima ancora che videoludico. Si verifica quando il giocatore percepisce di essere arrivato molto vicino al risultato desiderato. Anche se il livello non è stato completato o la partita è terminata con una sconfitta, la sensazione è quella di poterci riuscire al tentativo successivo”.

Molti associano questo concetto esclusivamente alle slot machine. È davvero così?

In realtà no. È probabilmente l’equivoco più diffuso: il near miss è presente in tantissimi videogiochi che fanno parte della quotidianità di milioni di persone. Pensiamo a Candy Crush: arrivare all’ultima mossa con una sola caramella ancora da eliminare genera quella tipica sensazione del ‘ci ero quasi’. Oppure a Guitar Hero, dove basta sbagliare una nota sul finale per perdere la combo perfetta”.

Quindi il “quasi vincere” non dipende dal premio finale?

Esatto. È importante distinguere tra ricompensa e percezione del progresso: quello che rende coinvolgente il near miss è la convinzione di essere migliorati o di aver individuato la strategia giusta. Il cervello interpreta quel risultato come un obiettivo raggiungibile e questo aumenta naturalmente la motivazione a riprovare. È una dinamica che ritroviamo anche nello sport, nei giochi da tavolo e perfino nelle app dedicate all’apprendimento delle lingue”.

Dal punto di vista del game design, perché questa meccanica è così diffusa?

Perché rappresenta uno degli strumenti con cui gli sviluppatori mantengono il giusto equilibrio tra sfida e gratificazione. Se un gioco è troppo semplice rischia di annoiare. Se è eccessivamente difficile porta il giocatore ad abbandonarlo. Il near miss comunica invece l’idea che il traguardo sia vicino e raggiungibile con un piccolo miglioramento. È una sensazione che incoraggia a continuare senza modificare necessariamente la difficoltà reale del gioco”.

Esistono esempi anche al di fuori del gaming?

Sì, basti pensare alle app fitness, che mostrano quanto manca al raggiungimento dell’obiettivo giornaliero, o le piattaforme educative evidenziano il completamento di un corso al 95%, persino alcuni social network costruiscono un’esperienza in cui l’utente percepisce di essere sempre vicino a trovare il contenuto che cerca. Sono modalità diverse, ma tutte sfruttano la stessa tendenza psicologica: siamo naturalmente attratti dagli obiettivi percepiti come vicini”.

Parlando di slot online, il near miss funziona allo stesso modo?

Dal punto di vista psicologico il principio è simile, ma è fondamentale spiegarlo: le slot appartengono a un ambito completamente diverso rispetto ai videogiochi tradizionali e seguono regole specifiche. Le versioni demo disponibili online possono essere utili per osservare il funzionamento del gioco senza utilizzare denaro reale e mostrano come il concetto di near miss sia una meccanica di progettazione che ritroviamo, con modalità differenti, in molte esperienze interattive”.

Che cosa ci insegna, in definitiva, il fenomeno del near miss?

Che il coinvolgimento nasce spesso dalla percezione del progresso più che dal risultato finale. Comprendere questi meccanismi significa leggere con maggiore consapevolezza il modo in cui sono progettati i giochi e le applicazioni che utilizziamo ogni giorno”.