Perù, il presidente Castillo tenta il golpe: arrestato. Lo sostituisce la vice, prima donna alla guida del Paese

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in foto: protesta di cittadini peruviani contro i brogli elettorali nel loro Paese

Tra ieri, mercoledì 7 dicembre, e oggi, giovedì 8, il Perù è stato travolto da una vero e propria apocalisse istituzionale. Tutto è cominciato con la destituzione del presidente Pedro Castillo, al governo dal 2021. Su di lui era in programma un voto del Congresso, la camera titolare del potere legislativo, che avrebbe deciso sul suo impeachment, con Castillo finito nell’occhio del ciclone per accuse di corruzione, ma anche per essere al centro delle proteste che dilagano in queste settimane in tutto il Paese. Un voto che Castillo ha tentato di impedire, tenendo un discorso in cui annunciava l’instaurazione di un governo di emergenza per ristabilire legge e democrazia. In altre parole, quelle della sua vicepresidente Dina Boluarte per essere precisi, che ha preso il posto di Castillo dopo la sua destituzione, un colpo di stato. Ma il “golpe Castillo” non è riuscito. Da un lato, perché ci sono state numerose dimissioni nel suo governo, tra cui la stessa Boluarte, lasciando il presidente di fatto solo. Dall’altro perché le forze armate di Lima hanno diffuso un comunicato in cui si notificava l’impossibilità di scioglimento del Congresso voluto da Castillo.
Secondo alcune fonti internazionali, l’ormai ex presidente sarebbe stato detenuto per tre ore dopo il voto (che effettivamente c’è stato) del Congresso nei suoi confronti. Le sue sorti, per il momento, non è dato saperle. Quel che è certo è che a Dina Boluarte, prima donna alla guida del Paese, è stato affidato il compito di condurre il Perù fino al 2026, quando saranno indette nuove elezion